Autonomia differenziata, proseguono le consultazioni in Settima Commissione

Tipologia articolo Comunicati stampa

Materia Autonomia

Data pubblicazione
Autonomia differenziata, proseguono le consultazioni in Settima Commissione

La settima Commissione, presieduta da Andrea Cerutti, nella seduta mattutina, alla presenza dell’assessore Enrico Bussalino, ha svolto le consultazioni dell’Università del Piemonte Orientale,  delle organizzazioni sindacali e  del Comitato No-Autonomia Differenziata Torino/Piemonte sul provvedimento per l'attribuzione di ulteriori forme di autonomia differenziata per la Regione, che definisce le competenze oggetto del trasferimento statale e le modalità di attuazione sulle seguenti materie: Protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.

 Sono intervenuti: Lucilla Conte - Professoressa Associata in Istituzioni di Diritto Pubblico, Luca Quagliotti -Cgil Piemonte, Luca Caretti - CISL Piemonte, Domenico Albanese UIL Torino, Lorenzo Varaldo, Massimiliano Rebuffo e Fausto Cristofari del Comitato No Autonomia.

 Lucilla Conte (UPO) ha premesso che l’Università del Piemonte orientale intende fornire un contributo in termini di conoscenza e prospettiva su un tema di rilevante complessità. A questo proposito ha posto l’accento in particolare sulle coordinate tracciate dalla sentenza 192/2024 della Corte costituzionale che ha fornito una interpretazione costituzionalmente orientata del percorso di differenziazione.

 Luca Caretti (CISL Piemonte) ha puntualizzato che l’autonomia differenziata si giustifica a condizione che non rechi pregiudizio alla fruibilità di servizi e prestazioni pubbliche in ugual misura su tutto il territorio nazionale. Ha chiesto garanzie sul rispetto dei LEPS, mentre in merito alle materie di intesa ha auspicato, per quanto concerne la Protezione civile, una legge regionale che regolamenti i poteri della Giunta. A riguardo dalle professioni regionali ha richiamato il rispetto della disciplina contrattuale e ha espresso forti perplessità sulla previdenza complementare. Per ciò che concerne la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica sanitaria ha richiamato l’insufficienza del Fondo sanitario nazionale.

 Parere contrario di Luca Quagliotti (CGIL Piemonte) che ha sottolineato come questo provvedimento possa determinare una frammentazione dei diritti, delle tutele e dei servizi pubblici a livello nazionale. Le preoccupazioni riguardano in particolare la sanità, la protezione civile, il sistema previdenziale e il mondo del lavoro, dove il rischio è quello di accentuare le disuguaglianze. L’organizzazione sindacale ha evidenziato come il principio dell'invarianza di spesa difficilmente possa tradursi in un miglioramento della qualità dei servizi. Inoltre, l'autonomia differenziata potrebbe favorire minori tutele per i lavoratori e possibili ripercussioni sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.

 Domenico Albanese (UIL Piemonte) ha ribadito la contrarietà all’autonomia differenziata, ritenuta un fattore di aumento delle disuguaglianze territoriali e di indebolimento dei diritti. Ha chiesto garanzie sui trasferimenti di competenze nella Protezione civile, evidenziato i rischi per le tutele contrattuali e per la previdenza complementare derivanti dalla regionalizzazione, e ha sottolineato la necessità di garantire uniformemente i Lea. Ha infine sollecitato un tavolo di confronto con le parti sociali prima dell’intesa definitiva, accompagnato da clausole di salvaguardia e da un monitoraggio costante degli effetti della riforma.

 Lorenzo Varaldo (Comitato No Autonomia) ha rimarcato la netta contrarietà all’autonomia differenziata, chiedendo il ritiro del provvedimento in difesa dell’unità nazionale e dell’universalità dei diritti sociali. Ha inoltre evidenziato criticità nelle pre-intese, giudicate in contrasto con la pronuncia della Corte costituzionale e con i principi di perequazione. Tra i temi sollevati, la regionalizzazione della Protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e della sanità, quest’ultima considerata un possibile passo verso la privatizzazione del sistema. Massimiliano Rebuffo e Fausto Cristofari hanno infine richiamato la necessità di garantire servizi universali e hanno stigmatizzato la carenza di partecipazione democratica nel confronto.

 Sono intervenuti per chiarimenti: Domenico Ravetti, Alberto Avetta, Emanuela Verzella (Pd) e Fabrizio Ricca (Lega).

 

Nella seduta ordinaria del pomeriggio è proseguito l’esame della proposta, con l’intervento dell’assessore Enrico Bussalino: “Con l’autonomia differenziata aumentano i poteri emergenziali del presidente della Regione, fondamentale per aumentare l’efficienza e l’efficacia della azione amministrativa. Altro tema da segnalare, quello del coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario, in modo da avere la gestione totale senza nessun vincolo dei fondi che sono già assegnati alla Regione Piemonte dal Governo centrale. Massima autonomia anche sulla gestione dei fondi regionali per aumentare il servizio che diamo ai cittadini. La deroga alle norme nazionali, per esempio nel caso di emergenze, ci può far assumere rapidamente a tempo determinato il personale necessario”.

Nel corso della riunione, presieduta da Andrea Cerutti, sono intervenuti per chiarimenti: Domenico Ravetti e Emanuela Verzella (PD), Alice Ravinale (Avs), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s), Fabrizio Ricca (Lega).

I lavori proseguiranno lunedì mattina con l’intervento degli assessori Marco Gabusi e Federico Riboldi.

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