Raffaele Costa, addio a un protagonista della politica piemontese

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Raffaele Costa ritratto nel Consiglio regionale del Piemonte
Raffaele Costa ritratto nel Consiglio regionale del Piemonte

La politica piemontese e quella nazionale perdono una delle figure che più a lungo ne hanno attraversato la storia. È morto questa mattina, a 90 anni, Raffaele Costa, protagonista per decenni della vita pubblica italiana e interprete di una tradizione liberale profondamente radicata nel Cuneese.

Avvocato, giornalista e uomo delle istituzioni, Costa iniziò la sua lunga esperienza parlamentare alla Camera nella seconda metà degli anni Settanta, rimanendo a Montecitorio fino al 2006. Nel corso della sua carriera ricoprì più volte l'incarico di sottosegretario di Stato e fu ministro in diversi governi.

Alla guida dell'esecutivo assunse responsabilità in importanti dicasteri, tra cui Sanità, Trasporti, Politiche comunitarie e Affari regionali. Una esperienza che lo portò anche al Parlamento europeo, completando un percorso istituzionale sviluppato tra Roma, Bruxelles e il Piemonte.

Ma il rapporto con il territorio rimase uno degli elementi centrali della sua attività politica. Nel 2004 fu eletto presidente della Provincia di Cuneo, incarico che mantenne fino al 2009. Una parentesi nella quale tornò a confrontarsi direttamente con le esigenze e le trasformazioni della sua provincia, mantenendo quel legame con il territorio che aveva caratterizzato la sua esperienza politica.

La sua attività non si concluse con la fine dell'esperienza parlamentare. Nel 2010 Costa tornò infatti in campo alle elezioni regionali, venendo eletto consigliere regionale nella circoscrizione di Cuneo nelle file del Popolo della Libertà, a sostegno della candidatura di Roberto Cota. L'esperienza a Palazzo Lascaris fu però breve e si interruppe dopo pochi mesi per motivi di salute.

Con Raffaele Costa scompare un protagonista di una stagione politica nella quale le appartenenze, il confronto tra culture politiche, le battaglie parlamentari e il rapporto personale con il territorio contribuivano a costruire percorsi destinati a durare decenni.

Dalla Camera ai ministeri, da Bruxelles alla Provincia di Cuneo, fino a Palazzo Lascaris, Costa ha attraversato quasi mezzo secolo della storia istituzionale italiana e piemontese. Una lunga stagione della politica che oggi perde uno dei suoi interpreti più riconoscibili.

 

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Mario Bocchio