Movimenti migratori, dalla Regione 235mila euro per il programma 2026

Tipologia articolo Comunicati stampa

Materia Bilancio

Data pubblicazione
Emigranti italiani in Argentina agli inizi del secolo scorso
Emigranti italiani in Argentina agli inizi del secolo scorso

La Terza Commissione del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Programma annuale 2026 degli interventi in materia di movimenti migratori, che prevede una spesa complessiva massima di 235mila euro a carico del bilancio regionale 2026.

Come ha spiegato l’assessore Maurizio Marrone, il programma punta a mantenere e rafforzare i legami tra il Piemonte e le comunità di corregionali residenti all’estero, valorizzando la storia dell’emigrazione piemontese e il contributo offerto dagli emigrati nei Paesi di accoglienza. Tra le principali destinazioni dell’emigrazione piemontese, in particolare tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, figura l’Argentina.

La Regione conferma il sostegno al Museo regionale dell’emigrazione dei Piemontesi nel mondo di Frossasco e al Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo di Santa Maria Maggiore, oltre alle associazioni dei piemontesi nel mondo.

Un’attenzione particolare sarà riservata anche al Turismo delle radici, rivolto soprattutto alle nuove generazioni di origine piemontese interessate a conoscere la terra degli antenati. Confermato inoltre il Festival “Radici”, promosso dalla Fondazione Circolo dei lettori, dedicato ai temi dell’identità, delle culture e dei legami con i territori di origine.

Proseguirà infine nelle scuole secondarie superiori piemontesi il “Viaggio del ricordo”, per approfondire la storia dell’esodo istriano e dei profughi istriani arrivati in Piemonte.

È intervenuta Giulia Marro (Avs), che ha proposto la possibilità un incentivo economico per i giovani piemontesi che dall’estero intendono ritornare a vivere nella nostra regione, mentre Domenico Ravetti (Pd) che ha chiesto il perché ci si concentri solo sul “Viaggio del ricordo” e sulle vicende del confine orientale e non anche su altri aspetti del Novecento.

 

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Mario Bocchio