Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Economia
Intelligenza artificiale, lavoro, formazione, innovazione e sostenibilità. Ma anche economia sociale, coesione territoriale e tutela dell’occupazione. Sono i temi al centro dei lavori della terza Commissione - presieduta dalla vice Monica Canalis - che ha avviato le prime determinazioni su quattro proposte di legge dedicate all’intelligenza artificiale e, parallelamente, ha incardinato due provvedimenti sull’economia sociale.
Su tutte le proposte sono state fissate le consultazioni online con scadenza 2 ottobre.
Sul fronte dell’Ia, le proposte presentate da Canalis (Pd), Domenico Ravetti (Pd) e Claudio Sacchetto (Fdi) affrontano il fenomeno da prospettive differenti ma complementari: tutela dei lavoratori, regolamentazione dell’utilizzo della tecnologia, formazione dei giovani e sviluppo di un ecosistema regionale capace di attrarre investimenti e innovazione.
La proposta di Canalis pone l’accento soprattutto sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. La rapidità della trasformazione tecnologica potrebbe infatti produrre, nei prossimi anni, una significativa sostituzione di alcune mansioni. L’obiettivo è quindi intervenire prima che il problema si manifesti, sostenendo la formazione e l’acquisizione di nuove competenze per rendere i lavoratori più resilienti oppure favorirne la ricollocazione nei settori maggiormente interessati dalla trasformazione digitale. Un percorso che dovrebbe coinvolgere anche enti locali e istituzioni europee.
La proposta di Ravetti punta invece a definire un quadro regionale di regole per un utilizzo sicuro, trasparente e responsabile dell’Ia. La tecnologia può produrre benefici importanti nell’industria, nell’ambiente, nei servizi e nella pubblica amministrazione, ma comporta anche rischi legati alla sicurezza dei dati, alle relazioni sociali e ai diritti delle persone. Il provvedimento si inserisce nel quadro già delineato dall’Unione europea con l’AI Act e dalla normativa nazionale, individuando la necessità di un approccio coordinato e uniforme.
Sempre Ravetti è primo firmatario di una seconda proposta, nata nell’ambito del progetto “Ragazzi in Aula” e promossa dall’Iis Leardi di Casale Monferrato. In questo caso l’attenzione è rivolta soprattutto agli studenti, con l’obiettivo di elaborare linee guida per un uso consapevole dell’intelligenza artificiale nelle scuole. Il principio di fondo è che la tecnologia debba essere uno strumento e non un sostituto delle capacità propriamente umane: coscienza, discernimento, responsabilità e capacità di relazione.
La quarta proposta, presentata da Sacchetto, guarda invece all’Ia come opportunità di sviluppo economico per il Piemonte. L’obiettivo è costruire un vero e proprio ecosistema regionale dell’intelligenza artificiale, valorizzando università, Politecnico di Torino, centri di ricerca, Csi Piemonte, Competence center Cim 4.0 e il patrimonio industriale regionale. Particolare attenzione viene riservata ai Data center, con l’idea di favorire strutture efficienti dal punto di vista energetico e ambientale, privilegiando le aree industriali dismesse, l’utilizzo di energie rinnovabili e il recupero del calore prodotto.
Le quattro proposte si muovono dunque lungo una direttrice comune: non fermare l’innovazione, ma governarla, cercando di tenere insieme competitività, diritti, formazione, occupazione e sostenibilità. Una sfida resa ancora più attuale dall’entrata in vigore, il 1 agosto 2024, dell’AI Act europeo, che ha introdotto un quadro armonizzato di regole sull’intelligenza artificiale.
Le consultazioni degli stakeholder sono state fissate online in tre settimane, entro il 2 ottobre.
Sono intervenuti lo stesso Ravetti, Silvia Raiteri (Fdi), Annalisa Beccaria (Fi), Carlo Riva Vercellotti (Fdi) e Alice Ravinale (Avs)
Economia sociale
Accanto all’intelligenza artificiale, la Commissione ha poi incardinato due proposte di legge sull’economia sociale, presentate da Silvio Magliano (Lista Cirio) e Canalis. Anche in questo caso l’obiettivo è costruire un modello di sviluppo capace di mettere al centro non soltanto la crescita economica, ma anche la persona, la coesione sociale e la sostenibilità.
I provvedimenti puntano a rafforzare il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione territoriale, transizione ecologica e innovazione, creando un quadro normativo regionale organico e coerente con la legislazione nazionale e con il Codice del Terzo settore.
Tra gli strumenti proposti figurano un Osservatorio regionale per monitorare l'impatto sociale delle politiche, il sostegno ai workers buyout, cioè alle imprese rilevate e rilanciate dai lavoratori attraverso il modello cooperativo, e la creazione di un marchio “Economia sociale Piemonte” per valorizzare le realtà che garantiscono qualità sociale e ambientale.
Anche per quanto riguarda queste due proposte, si svolgeranno le audizioni, sia online, sino al prossimo 2 ottobre, che in presenza stabilendo l’apposito calendario.
Due filoni apparentemente diversi - intelligenza artificiale ed economia sociale - che in realtà hanno un punto di contatto preciso: come accompagnare le trasformazioni economiche e tecnologiche senza lasciare indietro persone, territori e lavoratori. È questa la sfida che la Regione Piemonte è chiamata ad affrontare, cercando di trasformare le grandi trasformazioni in opportunità di sviluppo, ma dentro un sistema di regole, competenze e responsabilità.
