Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Protezione civile
L’Aula di Palazzo Lascaris ha approvato a maggioranza (30 voti favorevoli, 19 non partecipanti) il Ddl Disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale. La norma ha l’obiettivo di garantire l’efficacia operativa in caso di eventi calamitosi che per natura, intensità o estensione non sono fronteggiabili con gli strumenti ordinari “per dare una risposta più concreta e tempestiva agli enti locali e ai territori”, come ha illustrato la relatrice di maggioranza Marina Bordese (Fdi), che ha anche spiegato come siano riconosciuti alla Giunta e al suo presidente l'esercizio di poteri straordinari e l'adozione di procedure derogatorie per tutelare la pubblica incolumità e al tempo stesso siano definiti con chiarezza i presupposti, le modalità e i limiti dell’azione regionale nelle situazioni emergenziali”.
La durata dello stato di emergenza è di massimo 12 mesi, prorogabili per non più di altri 12, ed è richiesta l'individuazione puntuale dell'ambito territoriale, delle prime misure urgenti e della struttura regionale di coordinamento.
Deve essere deliberato dalla Giunta, su proposta del presidente e previa istruttoria delle strutture tecniche competenti, anche su richiesta degli enti locali.
Al presidente della Regione è attribuito il potere di adottare ordinanze di protezione civile, che possono derogare alla normativa regionale vigente nel limite della stretta necessità e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, della normativa statale ed europea. Spetta sempre alla Giunta deliberare la cessazione dello stato di emergenza, assicurando la continuità degli interventi avviati, che proseguono senza poteri derogatori ad opera dei soggetti attuatori già individuati.
Il secondo relatore di maggioranza, Mauro Fava (Fi), ha osservato che negli ultimi anni il Piemonte è stato interessato da eventi calamitosi di crescente intensità e frequenza "quali alluvioni, frane, eventi meteorologici estremi, siccità, incendi boschivi, dissesti idrogeologici e altre situazioni che hanno messo a dura prova i territori, le amministrazioni locali e i territori. Il provvedimento, attuando le indicazioni del Codice della protezione civile, aggiorna la normativa regionale adeguandola al quadro normativo nazionale. Si intende così assicurare procedure certe e tempestive per affrontare eventi calamitosi che si sono verificati con crescente frequenza e intensità, garantendo maggiore certezza amministrativa e maggiore coordinamento fra la Regione e gli enti locali.”.
Pur riconoscendo la necessità di uno strumento più chiaro e veloce per intervenire nelle emergenze il relatore di minoranza Alberto Unia (M5s) ha espresso timori legati a un confine a suo giudizio troppo labile fra tempestività e discrezionalità nella gestione delle risorse, con una forte concentrazione delle decisioni nelle mani del potere esecutivo.
Non ha negato l’utilità del Ddl la seconda relatrice di minoranza Vittoria Nallo (Sue), auspicando tuttavia “che non si proceda più per misure urgenti e che questo sia il punto di partenza per una programmazione più organica della prevenzione del dissesto idrogeologico, della difesa del suolo e della semplificazione nel governo del territorio”.
“Con questo Ddl che interviene sulla capacità decisionale e amministrativa in situazioni emergenziali superiamo gli ostacoli burocratici che potrebbero rallentare l’azione pubblica e inseriamo il tassello mancante per rendere più tempestiva la capacità d’intervento della protezione civile piemontese che rappresenta un’eccellenza non solo italiana ma anche europea”, ha commentato il consigliere Roberto Ravello (Fdi). E sulla stessa lunghezza d’onda sono intervenuti Paolo Ruzzola (Fi) affermando che “questo Ddl rappresenta un passo avanti per rendere il nostro sistema più snello e per rispondere nel minor tempo possibile di fronte alle emergenze” e Silvio Magliano (Lista Cirio) “con questa legge viene valorizzato il nostro sistema di protezione civile che si poggia sulla grande professionalità del personale regionale e dei volontari, e ciò ci rassicura sul fatto che garantirà gli interventi saranno svolti nei modi più adeguati e rispettosi possibili”.
Per il gruppo Lega Luigi Icardi ha elogiato l’impegno e la professionalità della protezione civile regionale mentre Gianna Gancia nel riconoscere il valore fondamentale del provvedimento ha sollecitato gli interventi sul sistema delle strade dell’intero Piemonte che versano in gravi difficoltà.
Nonostante abbia riconosciuto la bontà e necessità del provvedimento, la capogruppo del Pd Gianna Pentenero ha annunciato l’astensione del suo gruppo ritenendo necessario aumentare la dotazione delle risorse stanziate per garantire un migliore intervento in situazione di emergenza.
L’assessore Marco Gabusi è intervenuto in chiusura di discussione generale spiegando che per gli stati di emergenza regionale si potrà attingere a un fondo dedicato e ha ricordato l’ottima qualità dei funzionari di protezione civile, che non hanno mai espresso parzialità e sempre garantito che i finanziamenti arrivassero sui territori colpiti.
Collegato al Ddl è stato approvato a larga maggioranza anche un ordine del giorno, prima firmataria Vittoria Nallo, che impegna la Giunta regionale a presentare al Consiglio regionale, entro un anno, un disegno di legge regionale che disciplini in modo organico la materia della protezione civile.
