Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Sanità
Garantire pari opportunità di accesso ai centri estivi comunali ai bambini e ai ragazzi con disabilità o fragilità: la richiesta è stata fatta in Quarta Commissione, presieduta da Daniele Valle, da parte dell’Associazione Cuori Blu, che ha presentato il progetto “Estate per Tutti – Centri Estivi Inclusivi della Valle di Susa”.
“Chiediamo che ci sia una pianificazione delle risorse e maggior spirito collaborativo da parte di Comuni e servizi socioassistenziali – hanno detto le responsabili dell’associazione - per una co-progettazione che garantisca la continuità educativa, sia scolastica che extra-scolastica. Al momento risulta che molti aventi diritto non possono fruirne pienamente”.
Le audizioni sono proseguite con Tecnocad, azienda torinese con 40 anni di esperienza nella progettazione industriale del design per autovetture e oggi riconosciuta eccellenza nazionale e internazionale anche nell'ambito delle tecnologie e dei servizi di mobilità sostenibile a guida autonoma. I rappresentati dell’azienda hanno presentato i progetti ADone, pensato per garantire lo spostamento di persone con difficoltà motorie all’interne di strutture pubbliche, e Last Med, per la consegna di medicinali e dispositivi medicali dalle farmacie al domicilio degli utenti attraverso l'utilizzo di rover e robot a guida autonoma.
“Si tratta di soluzioni tecnologiche pronte per essere testate - hanno spiegato – che potrebbero far alzare il Piemonte nel ranking dei servizi alla persona nell’ambito delle fragilità”.
I commissari hanno ancora sentito Alessandro Giammò, presidente della Società Italiana di Urodinamica (SIUD) che si occupa di urologia funzionale: in prossimità del 50° Congresso nazionale che si terrà il 18 giugno a Bari, chiede di tenere alta l’attenzione su “una problematica diffusa nella popolazione, di cui si parla ancora troppo poco. Si stima che in Piemonte ci siano oltre 400mila persone costrette a convivere con l’incontinenza, il 10 per cento della popolazione. Una condizione trasversale che limita la qualità della vita e comporta un impatto economico per il sistema sanitario di circa 250 milioni di euro annui che servono per lo più per i presidi, ma anche per gli accessi ai pronto soccorso e i ricoveri”.
