Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Istruzione
Parere favorevole a maggioranza in sesta Commissione, presieduta da Paola Antonetto, sui criteri del bando Edisu per l'assegnazione delle borse di studio e degli altri benefici per il diritto allo studio universitario relativi all'anno accademico 2026-2027.
L’assessore all’Istruzione Daniela Cameroni ha illustrato il provvedimento, confermando lo stanziamento complessivo rispetto allo scorso anno: "Sul diritto allo studio universitario la Regione Piemonte non metterà un euro di meno rispetto allo scorso anno", ha dichiarato.
Secondo quanto riferito dall'assessore, nell'ultimo anno accademico la Regione ha sostenuto circa 21 mila studenti attraverso borse di studio e altri benefici, con un investimento superiore ai 120 milioni di euro. Per il nuovo anno accademico la dotazione complessiva supera i 92 milioni di euro, a cui si aggiungeranno risorse dal Fondo Sociale Europeo Plus, dal Fondo regionale disabili e da eventuali finanziamenti statali. La cifra attuale si compone di 18 milioni di tassa regionale, 34 milioni di risorse regionali, 40 milioni di fondi statali FIS e circa 800 mila euro da revoche di borse.
Tra le novità, l'adeguamento automatico delle borse all'inflazione (+1,4%), nuove tutele per gli iscritti part-time, l'aumento dei posti letto da 2.650 a oltre 3.100 e la semplificazione delle procedure per gli studenti provenienti da Paesi in conflitto.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i gruppi di opposizione. Gianna Pentenero (Pd) ha chiesto chiarimenti sul ripristino di ulteriori 18 milioni nell'assestamento di bilancio, richiesta ripresa anche da Alice Ravinale e Valentina Cera (Avs), che hanno inoltre sollecitato tempi certi per l'erogazione delle borse agli idonei. Sarah Disabato (M5s) ha ribadito l'importanza di garantire le risorse per l'intera copertura delle graduatorie e ha domandato chiarimenti sull'adeguamento delle soglie Isee. Vittoria Nallo (Sue) ha infine chiesto notizie su eventuali premialità per gli studenti piemontesi, come previsto da un ordine del giorno della Lega approvato in Aula. Cameroni ha risposto che su fasce Isee ed eventuali premialità i criteri resteranno invariati rispetto agli anni passati.
Nel pomeriggio la commissione, presieduta dal vicepresidente Daniele Sobrero, ha svolto l’audizione della Rete dei Centri Provinciali Istruzione degli Adulti (CPIA), al fine di approfondire le caratteristiche del servizio erogato e le relative criticità e problematiche. La delegazione dei vertici regionali scolastici era guidata dal presidente della rete CPIA Piemonte Paolo Tazio, accompagnato dai dirigenti Elena Gobbi e Davide Bosso.
Gli auditi hanno rammentato che i CPIA sono istituti statali che erogano diverse tipologie di corsi destinati agli adulti, con percorsi di primo livello finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione (ex media) e di secondo livello per il diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica, di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana per adulti stranieri, oltre a gestire l'istruzione scolastica all'interno delle carceri regionali. I Centri in Piemonte sono 12, diffusi su tutto il territorio regionale, e contano nel 2026 oltre trentaduemila studenti iscritti.
Sono caratterizzati da un’organizzazione flessibile che consente la personalizzazione dello studio e il riconoscimento dell’apprendimento pregresso.
Gli intervenuti hanno quindi sottolineato la necessità continua di migliorare il sistema dell’istruzione per adulti come antidoto alla dispersione scolastica, con un’azione di promozione e conoscenza dell’apprendimento permanente, con l’aumento delle sedi associate e con una maggiore capillarità dei centri in Piemonte. Hanno infine auspicato una maggiore interazione con i centri per l’impiego e il potenziamento del trasporto pubblico locale per gli studenti.
Nel corso dell’audizione hanno chiesto chiarimenti i consiglieri: Davide Zappalà (Fdi), Giulia Marro (Avs), Emanuela Verzella e Gianna Pentenero (Pd).
