Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Montagna
Il monitoraggio del permafrost nell’area del Monviso e gli interventi della Regione per prevenire il rischio di frane sono stati al centro dell’interrogazione presentata da Giulia Marro (Avs).
L’assessore Gian Luca Vignale ha risposto leggendo una nota del collega Matteo Marnati: i crolli rocciosi che hanno interessato il Monviso nel settembre scorso, ha spiegato, testimoniano la “crescente fragilità degli ambienti d’alta quota”. In questo contesto, “la degradazione del permafrost è identificata come una possibile concausa di questi fenomeni”.
“Il monitoraggio del permafrost nell’area del Monviso viene svolto dall’Arpa Piemonte, attraverso una rete di cinque stazioni permanenti. Tra queste, il Colle Sommeiller rappresenta il sito chiave della rete regionale che dispone di tre perforazioni profonde, 5, 10 e 100 metri. Tuttavia, con le attuali conoscenze, non è possibile stabilire una esatta correlazione quantitativa tra degrado del permafrost e frequenza o volumetria dei crolli. Nel caso del Monviso deve essere considerato un potenziale fattore predisponente”.
Tra le iniziative ricordate dall’assessore figurano l’istituzione, nel settembre 2025, dell’“Osservatorio sul Cambiamento Climatico della Regione Piemonte” e la sezione dedicata alla montagna della “Strategia per i cambiamenti climatici” regionale. Sono stati inoltre avviati tavoli di lavoro e di studio per approfondire le conoscenze sul clima, mettere a confronto diverse competenze e individuare misure utili a prevenire e gestire questi fenomeni.
Nella replica, Marro ha richiamato la richiesta di Arpa di maggiori fondi per studiare questi fenomeni e ha sottolineato la necessità di cambiare approccio nella gestione dei problemi della montagna.
