Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Cultura
“L’epoca dei comuni è una grande pagina della nostra storia, per l’Italia il processo che portò alla nascita dello Stato partì proprio dalla fondazione dei comuni nel Medioevo. In quella fase il Piemonte sembrava avere un ruolo marginale, ma gli studi condotti negli ultimi 50 anni ci fanno comprendere che le città piemontesi sono state in realtà protagoniste del movimento dei comuni e della loro autonomia”. Così il professor Alessandro Barbero ha introdotto il tema dell'evento “Il Medioevo dei Comuni”, organizzato dal Consiglio regionale, nel quale ha analizzato il caso del Piemonte.
"Una lezione che ha permesso al grande pubblico di avvicinarsi ad un argomento forse poco conosciuto, ma importante per conoscere le nostre radici e il percorso attraverso cui si formarono i comuni piemontesi. Il professor Barbero riesce sempre nell'impresa di avvicinare alla storia come a una materia viva" ha commentato il presidente del Consiglio, Davide Nicco.
Sul ruolo di Torino, Barbero ha spiegato che nel Medioevo “c’erano molte città più grandi, la sua importanza ha oscillato nel tempo, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata la metropoli del Piemonte. Quella fu una scelta politica dei Savoia, man mano che lo Stato si rafforzava e sentivano il bisogno di una capitale, che facesse anche da collegamento tra Milano e la Francia”.
Gallerie multimediali
Il Medioevo dei Comuni, la lezione di Barbero
