Cuore e prevenzione, il primo passo è informare

Tipologia articolo Comunicati stampa

Materia Sanità

Data pubblicazione
Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Che la solitudine faccia male al cuore non è solo poesia, ma un’evidenza scientifica. Così come soffrire d’ansia, contrarre malattie infettive e vivere in un ambiente inquinato. È quanto è emerso durante l’incontro dedicato alla prevenzione delle malattie cardiovascolari organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte al Salone del libro e introdotto dai saluti istituzionali del consigliere segretario Fabio Carosso.

Il professor Sebastiano Marra, primario emerito di cardiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino e direttore di cardiologia dell’ospedale Koelliker di Torino, ha messo in luce come quasi il 50% dei pazienti che vanno incontro a malattia cardiaca acuta non presentano i fattori di rischio tradizionali, come ad esempio essere fumatori, ipertesi, diabetici, in sovrappeso. Con gli studi si è infatti compreso che il mediatore centrale della malattia cardiaca è il processo infiammatorio, che può essere generato anche da problemi di salute mentale come la depressione, dall’insulto di un ambiente inquinato o da un fatto infettivo. Di qui la comprensione di come la prevenzione delle malattie cardiovascolari dipenda dall’intervento su una pluralità sfaccettata di fattori, che coinvolgono lo stile di vita individuale come il miglioramento dell’ambiente circostante.

Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza dell’informazione per migliorare la salute delle persone. Maria Rosa Conte, primaria emerita di cardiologia dell’ospedale Mauriziano di Torino, responsabile dell’ambulatorio cardiomiopatie dell’ospedale Koelliker di Torino, è intervenuta sulla necessità di una precoce identificazione delle malattie cardiache nella donna, soggetto che, con la menopausa, tende a vedere un incremento dell’incidenza delle patologie al cuore rispetto agli uomini. Massimo Porta, già professore ordinario, direttore della cattedra di medicina interna dell’Università di Torino, ha messo in evidenza l’epidemia di diabete che sta coinvolgendo l’Italia (quasi 4 milioni di persone secondo i dati Istat) ma che dilaga anche nel resto del mondo. Lo specialista ha ricordato però i benefici delle più recenti classi di farmaci antidiabetici anche nella riduzione di altre patologie come insufficienza cardiaca, ictus, infarti, coronopatie. L’altra condizione patologica dilagante è data da sovrappeso e obesità, che interessano circa la metà della popolazione italiana e di cui ha parlato Tullio Usmiani, già viceprimario di cardiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino, responsabile dell’unità di riabilitazione cardiologica dell’ospedale Koelliker di Torino, che ha spronato a un cambio nello stile di vita, imprescindibile, al di là dei farmaci efficaci, per contenere questo fattore di rischio cruciale per diabete, malattie metaboliche e cardiopatie.

Al termine dell'incontro sono stati premiati gli studenti di due classi dell'istituto superiore Barletti di Ovada (Al), vincitori del concorso Ragazzi in Aula- Stati generali della prevenzione e del benessere. 

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