Vco, ipotesi ospedale unico nelle audizioni

Tipologia articolo Comunicati stampa

Materia Sanità

Data pubblicazione
Ospedale Verbania

L’ipotesi del nuovo ospedale unico nel Vco è stata al centro delle due audizioni in commissione Sanità, presieduta da Luigi Icardi, con i rappresentanti dell’Ordine dei Medici e con una delegazione di sindaci sottoscrittori dell’appello a favore.
Per il presidente dell’Ordine Maurizio Borzumati “la situazione attuale con i due ospedali ‘gemelli’ non è in linea con le attuali esigenze sanitarie, abbiamo reparti doppi che sono sottodimensionati, difficoltà cronica nel reperire personale medico e professionale che si ferma per pochi anni a causa dei continui spostamenti tra le due strutture. Il nuovo ospedale unico deve essere collocato in modo da poter servire tutte e tre le aree geografiche della provincia: immaginare la sanità col modello attuale è difficile e dispendioso e si porta dietro una serie di problemi, soprattutto nel passaggio da area medica a chirurgica e viceversa. Va superata la logica dei campanili e rafforzata l’assistenza territoriale, senza la quale avremo una cattedrale nel deserto”. 
Sono intervenuti per domande Davide Zappalà e Gianluca Godio (Fdi), Gianna Pentenero (Pd), Sarah Disabato (M5s), Vittoria Nallo (Sue). In conclusione Icardi ha ricordato che molte informazioni sono reperibili nello studio tecnico elaborato negli anni scorsi e pubblicato sul sito della Regione.
La seconda audizione ha visto gli interventi dei sindaci Daniele Berio (Omegna), Gianpaolo Blardone (Pallanzeno), Gianni Morandi (Gravellona Toce), Marcella Severino (Stresa), Sebastian Nicolai (Trarego Viggiona), Enrico Barbazza (Malesco) in rappresentanza dei 46 primi cittadini che hanno firmato l’appello a favore del nuovo ospedale. 
“La nostra è un’iniziativa trasversale - hanno spiegato - siamo contrari alla ristrutturazione dei due attuali ospedali e facciamo un appello affinché la Regione decida nella direzione di un nuovo ospedale. Ovviamente pensiamo che anche la scelta del luogo spetti alla regione perché titolare della competenza e perché l’esperienza ci ha dimostrato che è impossibile mettere d’accordo i sindaci. L’attuale situazione fa sì che l’Asl del Vco abbia una perdita economica tre volte più alta in proporzione alla media regionale, soprattutto a causa dei gettonisti e della mobilità passiva, perché i nostri cittadini preferiscono strutture in altre regioni. Si sta affermando un modello di “sanità dei poveri”: chi può va a farsi curare fuori regione e i nostri ospedali non sono attrattivi per i medici. Non si può continuare a parlare solo alla pancia delle persone che vorrebbero l’ospedale vicino a casa”.
Sono intervenuti per domande Godio (Fdi), Pentenero, Domenico Ravetti e Domenico Rossi (Pd), Disabato (M5S), Alice Ravinale (Avs) e Nallo (Sue).
In conclusione l’assessore Federico Riboldi ha definito il Vco “un unicum a livello nazionale e regionale” che investe 15 milioni in gettonisti che in alcune situazioni tengono in piedi interi reparti, un modello temporaneo per gestire situazioni di emergenza che invece è diventato stabile e richiede risorse sempre crescenti. In conclusione, su invito di Icardi, ha dato la disponibilità a calendarizzare una commissione per approfondire l’argomento.

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Fabio Malagnino