L'opinione del Garante n. 1 del 2025 - Emergenza educatori: il futuro del welfare piemontese passa dai giovani

Tipologia articolo Newsletter

Categoria Newsletter L'opinione del Garante dell'infanzia

Data pubblicazione
L'opinione del Garante n. 1 del 2025 - Emergenza educatori: il futuro del welfare piemontese passa dai giovani

Il fabbisogno di educatori professionali in Piemonte è destinato ad aumentare in maniera significativa nei prossimi vent’anni a causa di una serie di fattori sociali e sanitari.
Da una parte, la crescita del numero di minori con disabilità, l'aumento dei casi di autismo e l'impatto della pandemia sulla salute mentale della popolazione, insieme al crescere dei problemi legati a casi di violenza e dipendenze – fattori documentati anche dall’Istat – impongono un urgente intervento da parte delle istituzioni regionali e nazionali. Dall’altra, il settore socioassistenziale vede una preoccupante carenza di educatori professionali qualificati. 
La scarsità di professionisti specializzati nelle Comunità che accolgono minori in difficoltà rischia non solo di compromettere la qualità dei servizi ma anche di aggravare le condizioni di vulnerabilità di tanti bambini e ragazzi che necessitano di assistenza quotidiana.
Nonostante le misure previste dalla Regione per garantire continuità nei presidi residenziali e semiresidenziali, le difficoltà nel reperire personale altamente qualificato – come gli educatori professionali – continua a rappresentare una grave criticità. Al punto che gestori e titolari di presidi socio-sanitari e socio-assistenziali hanno segnalato la necessità di prorogare le attuali disposizioni, al fine di far fronte alla carenza di personale in tutte le strutture, comprese quelle dedicate a minori, disabili, pazienti psichiatrici e persone con dipendenze.
Per tutti questi motivi – in qualità di Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza – rivolgo un appello accorato ai giovani che guardano al proprio futuro lavorativo e, di fatto, si trovano a operare scelte fondamentali che orienteranno la propria vita professionale affinché prendano in considerazione la professione di educatore: un servizio capace di incidere profondamente nella vita di chi vive in condizioni di fragilità. Un lavoro che, insieme alla possibilità di mantenersi, include un “salario” diverso: la gioia e la gratificazione che nascono dal rendere un servizio al prossimo.

Giovanni Ravalli

garante.infanzia@cr.piemonte.it