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Delle 776 segnalazioni giunte nel corso del 2025 all’attenzione del mio Ufficio, 371 riguardano l’ambito sanitario e – più in particolare – la difficoltà dei cittadini nel dare seguito alle prenotazioni di esami diagnostici e di visite specialistiche nel rispetto dei termini stabiliti dai codici di priorità indicati dal medico che li prescrive.
È emerso, in modo netto, come non tutti siano a conoscenza dell’esistenza dei cosiddetti percorsi di tutela, previsti dalle Aziende sanitarie locali per garantire il rispetto dei codici di priorità indicati sulla prescrizione medica. Per questo mi sembra opportuno fare chiarezza su come si debba procedere per ottenere la prestazione cui si ha diritto.
Quando si tratta di un primo accesso, occorre la prescrizione del medico di base che, valutato il quadro diagnostico, vi appone un codice di priorità: U (Urgente): per visita o esame da effettuare entro 72 ore; B (Breve), per visita o esame da fare entro 10 giorni; D (Differibile) per una visita cui sottoporsi entro 30 giorni o un esame da effettuare entro 60 giorni e P (Programmabile) per visita o esame da fare entro 120 giorni.
Le modalità di prenotazione di esami diagnostici o di visite specialistiche sono molteplici: ci si può, infatti, rivolgere agli sportelli del Cup utilizzando i totem presenti nelle strutture sanitarie o attraverso le farmacie convenzionate, o prenotare telefonicamente attraverso il numero verde 800-000.500 o – ancora – tramite il portale o l’app Cup Piemonte.
Nel caso in cui non sia possibile trovare la disponibilità entro il codice di priorità assegnato, l’utente può avviare il cosiddetto percorso di tutela. I siti web delle Aziende sanitarie offrono di norma informazioni su come avviare il percorso di tutela e i recapiti di posta elettronica dedicati a tale servizio. Qualora il cittadino si trovi in difficoltà nel reperirle può rivolgersi all’Urp, che gli indicherà come procedere.
A fronte poi dell’impossibilità di eseguire la prestazione nei termini prescritti, la normativa prevede la possibilità di chiedere all’Asl di poter accedere alla prestazione sanitaria nell’ambito dell’attività libero professionale intramuraria (Alpi), per la quale si pagherà il solo ticket.
Non si può, poi, non rilevare una certa confusione riguardo alla possibilità di ottenere il rimborso qualora, non trovando la disponibilità nel sistema sanitario pubblico, ci si rivolga a una struttura privata. E – a tal proposito – è utile precisare che la visita eseguita presso un privato non è in alcun modo rimborsabile.
Mi preme – infine – ricordare che la mancata accettazione della prima data utile proposta dall’Azienda sanitaria determina l’immediata decadenza dalla classe di priorità assegnata e che, nel caso in cui non si possa effettuare l’esame prenotato per un sopraggiunto impedimento, la mancata disdetta della prenotazione comporta comunque il pagamento del ticket.
Eventuali segnalazioni possono essere trasmesse all'Ufficio del Difensore civico accendendo al link https://www.cr.piemonte.it/cms/assemblea/organi-istituzionali/difensore-civico e compilando il modulo che compare nella sezione "Nuova modalità di presentazione istanza".
Paola Baldovino

