Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Caccia e pesca
L’obiettivo è duplice: da un lato favorire la riproduzione naturale degli animali, dall’altro permettere il ripopolamento delle aree in cui la fauna è scarsa, contribuendo a ristabilire un equilibrio ambientale. La terza Commissione, presieduta da Claudio Sacchetto, ha espresso a maggioranza parere preventivo favorevole alla proposta di deliberazione che definisce nuovi criteri per la costituzione e la gestione delle Zone di ripopolamento e cattura (Zrc) in Piemonte. In ogni caso, per garantire continuità, le autorizzazioni già in essere resteranno valide fino alla loro naturale scadenza
Si tratta di aree in cui la fauna selvatica può vivere e riprodursi in modo naturale, per poi essere eventualmente trasferita in territori dove la presenza animale è diminuita. Come ha spiegato l’assessore Paolo Bongioanni, “il provvedimento nasce dalla necessità di fare chiarezza e aggiornare regole che, nel tempo, erano diventate incomplete o poco uniformi”.
La legge regionale del 2018 prevedeva già questi strumenti, ma mancavano indicazioni operative precise. Una difficoltà segnalata anche dai rappresentanti locali, come gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) e i Comprensori alpini (Ca), che chiedevano norme più chiare e condivise.
Per questo, come spiegato in Commissione, la Regione ha lavorato insieme alle Province e alla Città Metropolitana di Torino, raccogliendo suggerimenti utili per costruire un sistema più coerente su tutto il territorio piemontese.
Sarah Disabato (M5s) ha chiesto di rinviare il provvedimento per consentire un ulteriore approfondimento tecnico, ma la proposta è stata respinta. L’assessore ha infatti ribadito l’urgenza di procedere con l’approvazione. Nel dibattito sono intervenuti anche Monica Canalis (Pd), Roberto Ravello (Fdi) e Nadia Conticelli (Pd), che ha sollevato la questione dei tempi per la presentazione del nuovo Piano faunistico-venatorio.
