Tipologia articolo Comunicati stampa
Materia Legalità
Nella seduta pomeridiana, il Consiglio regionale ha svolto il dibattito sugli interventi degli oratori esterni che, nel corso della mattinata, hanno preso parte al Consiglio aperto sul sistema penitenziario regionale, con particolare riferimento alle condizioni delle persone sottoposte a detenzione e al personale di Polizia penitenziaria.
In apertura Pasquale Coluccio (M5s) ha osservato come “le emergenze descritte sono presenti da decenni”. Una situazione “che provoca amarezza, giustifica almeno in parte l’allontanamento dei cittadini dalla politica” e rende improrogabile “la necessità di assumerci in prima persona la responsabilità verso chi lavora negli istituti penitenziari e verso i detenuti”.
La capogruppo del M5s Sarah Disabato ha sottolineato che “in carcere bisognerebbe poter vivere e non sopravvivere” e denunciato “le carenze del Governo e della Regione, evidenziate in modo particolare dai sindacati, che si ripercuotono sul personale carcerario costringendolo non di rado a svolgere compiti che non gli spetterebbero e a vivere a stretto contatto con il disagio in ambienti non salubri”.
Per Roberto Ravello (Fdi) “scopo della seduta era dimostrare che la maggioranza è disposta ad ascoltare con la giusta attenzione istituzionale la Polizia penitenziaria e a riconoscere i problemi e le difficoltà che incontra ogni giorno. Come gruppo siamo pronti a chiedere scusa alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria che concorrono alla sicurezza di tutti e siamo consapevoli della necessità di riconoscere l’importanza della sicurezza degli operatori, delle strutture e di chi sconta la pena”. Ravello ha elencato quanto fatto dal Governo negli ultimi anni e annunciato “la possibilità di aprire in Piemonte una terza Rems”.
Davide Zappalà (Fdi) si è soffermato sulla scelta del sindaco di Torino “di non concedere una piazza per la Festa del corpo della Polizia penitenziaria” e su quanto paghi il contribuente per il mantenimento delle persone detenute.
Carlo Riva Vercellotti (Fdi) ha evidenziato che “le carceri devono essere governate dallo Stato e tocca alla Polizia penitenziaria mantenere l’ordine e intervenire in caso di difficoltà. Per troppo tempo l’opposizione ha pensato a come svuotare e abolire le carceri, ma finché ci sarà il centrodestra al Governo questo, pur tra mille difficoltà, non accadrà mai”, affermando che “il Governo ha investito molto sulla sicurezza penitenziaria, saturato la pianta organica degli educatori, potenziato gli strumenti messi a disposizione delle Forze dell’ordine e reso le procedure chiare e comprensibili”.
Alice Ravinale (Avs) ha sottolineato come “il carcere si stia trasformando in un istituto criminogeno, ben lontano dall’ideale di riabilitazione”, che “bisognerebbe forse chiedere scusa a tutti coloro che sono trattenuti ogni giorno negli Istituti penitenziari vivendo situazioni di grande disagio, a cominciare dall’invasione di zecche, dal sovrannumero e da altri innumerevoli disagi” e aggiunto che “le carceri inagibili vanno chiuse”.
Giulia Marro (Avs) ha fatto proprie le parole del presidente della Camera penale secondo cui “in carcere la dignità viene calpestata ogni giorno”, dichiarando che “di questo avremmo dovuto parlare nel presente dibattito, al di là dei colori politici. Aumentano i numeri dei carcerati e si è ridotto il periodo di formazione per gli agenti di Polizia penitenziaria” e ricordando che “quando effettuiamo sopralluoghi nelle carceri non lo facciamo solo per i detenuti ma anche per gli agenti di polizia penitenziaria, che sono lavoratori”.
Per Sergio Bartoli (Lista Cirio) “sia le condizioni di vita e di sicurezza dei detenuti sia quelle di chi lavora in carcere devono essere salvaguardate. Aggressioni, tensioni e carico di lavoro cui gli agenti di Polizia penitenziaria sono sottoposti sono notevoli e per questo vanno sostenuti con impegno, così come va sostenuto il lavoro e la formazione per i detenuti, ovviando alla mancanza di occasioni e di attrezzature”.
Silvio Magliano (Lista Cirio) ha sottolineato la necessità “d’intervenire nell’ambito delle competenze regionali: la sanità, per ridurre le uscite dei carcerati all’esterno, i corsi di formazione e di lavoro e l’istituzione di nuove Rems per evitare che chi ne ha diritto stia impropriamente in carcere”.
Rilevando che “più di un detenuto su quattro è cittadino extra Ue”, Fabrizio Ricca (Lega) ha evidenziato “l’importanza dei rimpatri dei detenuti extra Ue per contribuire a far diminuire la popolazione carceraria e consentire alla Polizia penitenziaria migliori condizioni di lavoro” e annunciato “un emendamento alla legge regionale di riordino per prevedere una delega alla polizia penitenziaria per istituire un Garante regionale per le Forze dell’ordine che lavorano negli Istituti penitenziari”.
Gianna Gancia (Lega) ha osservato “che le carceri dovrebbero essere lo specchio di un Paese, ma basta fare un giro nelle nostre per vedere come sono ridotte. La situazione è complessa e richiederebbe forse un dibattito più alto e più serio che non si limitasse a una contrapposizione tra maggioranza e opposizione ma ad affrontare i problemi reali”.
Emanuela Verzella (Pd) ha sottolineato che “l’organizzazione del lavoro è fondamentale per il benessere dei lavoratori, anche per chi lavora all’interno del carcere. Negli anni le strutture e la loro organizzazione sono peggiorate per il sovraffollamento e la carenza di operatori ma non possiamo rinunciare alla sua funzione rieducativa” e la necessità “di mediazione culturale per i detenuti che non conoscono la lingua italiana per permettere loro di frequentare corsi di formazione”.
Richiamando gli interventi della mattinata, Laura Pompeo (Pd) ha ricordato che “quanto ascoltato nella seduta mattutina è stato assai impressionante perché non c’è stato relatore che non abbia lamentato una situazione sul punto di esplodere. Tutti hanno affermato che si tratta di problemi che vanno affrontati nella loro complessità e con urgenza. È giusto e necessario intervenire dove possiamo per trasformare l’allarme in risposta concreta”.
Gianna Pentenero (Pd) ha dichiarato che “sarebbe necessario ragionare sulle criticità pensando a ricette per migliorare non a parole d’ordine. Torino ospita una delle carceri più complesse d’Italia e nessuno ha detto che non siano stati assunti agenti, ma il loro numero non è ancora sufficiente e il Comune ha sempre riservato grande interesse per il sistema carcerario, al punto da aver istituito la delega assessorile ai rapporti con il sistema penitenziario”.
Per Vittoria Nallo (Sue) “la maggioranza pare non avere idea di che cosa sia la vita all’interno del carcere. Sembra non sapere che alla Polizia penitenziaria non tocca solo garantire ordine e sicurezza ma svolgere una serie di compiti aggiuntivi, dovuti alla mancanza di personale, che possono variare dal mediatore allo psicologo, dallo stare accanto a chi è fragile al mitigare episodi di violenza”.
Al termine del dibattito l’assessore ai rapporti con il Consiglio regionale Gian Luca Vignale ha ringraziato l’Assemblea “per aver affrontato un tema importante cui non sempre viene dedicata la giusta attenzione” e ha osservato che “reinserimento lavorativo, formazione professionale e sanità sono i temi su cui la Regione potrà concentrarsi e dare risposte”.
