Festa del Piemonte

L'opinione del Garante n. 3 del 2022 - Si muore di caldo

Tipologia articolo Newsletter

Categoria Newsletter L'opinione del Garante dei Detenuti

Data pubblicazione

Si muore di caldo

Sono giorni molto caldi, lo sappiamo e ce lo diciamo in continuazione, quasi che il ripeterlo e il condividerlo ci aiutasse a superare queste ore di solleone, di calura insopportabile, di afa umida che toglie il respiro, annebbia la mente, rallenta le azioni e i riflessi.

Qualche estate fa un caro amico mi disse, con il suo solito umorismo sarcastico, che gli avevo letteralmente rovinato una cena al ristorante, nonostante la mia assenza. Si era, infatti, ritrovato con colleghi sportivi e, discutendo del caldo, erano finiti sulla questione carcere, dove – secondo uno dei commensali – i detenuti stavano comodamente al fresco con tanto di aria condizionata. La cena fu rovinata dal trascendere della discussione: il mio amico, avendo sentito da me i racconti della realtà penitenziaria, sosteneva con cognizione di causa il quadro di una realtà resclusa molto sofferente e non certo rifrescata da condizionatori in cella. Il commensale riferiva che un suo amico artigiano aveva fatto degli impianti in un carcere piemontese e quindi…

L’altra settimana a Torino si è tenuta la festa regionale della Polizia penitenziaria e fra le molte autorità intervenute, all’ombra della tensostruttura straordinariamente istallata dalla Manutenzione ordinaria fabbricati (Mof) del carcere nel primo cortile d’ingresso della Casa circondariale, un invitato – dopo aver apprezzato lo stoicismo degli agenti schierati sotto il solleone - ha timidamente chiesto alla direttrice e al provveditore se le celle detentive avessero l’aria condizionata.

In questo quadro occorre segnalare come importante e significativa – oltre che eloquente - la recentissima circolare a firma del nuovi capo e vicecapo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Carlo Renoldi e Carmelo Cantone, che finalmente autorizza i detenuti che ne abbiano la possibilità economica ad acquistare un piccolo ventilatore da tavolo.

Secondo regole e indicazioni precise e dettagliate, con la previsione di una disponibilità limitata nel tempo (il 30 settembre saranno ritirati) e con una previsione tassativa di uno solo per cella, i 54.000 detenuti italiani (di cui 4.000 in Piemonte) avranno in questi giorni (la circolare è del 4 luglio) la possibilità teorica di rinfrescarsi un minimo e le singole direzioni di carcere di fornire, attraverso il sistema degli acquisiti interni del cosiddetto ""sopravvitto"", i ventilatori e riscuotere la quota di compartecipazione al consumo dell’elettricità.

Nei giorni scorsi una quarantina di ventilatori sono stati acquistati ad Asti, Casa di reclusione ad alta sicurezza, dove da anni – anche con il sostegno dei garanti – i detenuti chiedevano inutilmente di potersene dotare e dove la direzione e la comandante erano quindi pronti all’acquisto, avendo già fatto tutte le verifiche e le riflessioni più opportune (anche se poi si era sempre giunti a un diniego, ora superato dalla superiore decisione romana).

Il Provveditorato del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta aveva previsto la possibilità di acquisto di ventilatori a pile, di scarso effetto ma sicuramente compatibili con le deficienze strutturali degli impianti elettrici dei nostri istituti. Ora la circolare ha autorizzato quelli elettrici: incrociamo le dita!

Recentemente una consigliera regionale, dopo aver regalato un freezer, nel corso di una visita ispettiva ha consegnato alla Casa circondariale di Torino anche un certo numero di ventilatori, con la speranza che possano corrispondere agli stretti limiti previsti dalle nuove disposizioni. Certamente se qualcuno di questi fosse con piantana o di una potenza superiore al consentito o di una forma non adeguata, potranno essere utilizzati negli spazi comuni, nei locali di guardiania, nelle stanze di servizio e finanche negli uffici, poiché davvero si contano sulle dita di una mano i luoghi climatizzati nelle carceri italiane e sono sempre luoghi fuori dalla cinta muraria propriamente detentiva.

Da Alessandria giungono richieste dall’area trattamentale per capire come intervenire per poter assicurare un effettivo raffrescamento anche nelle aree comuni e nei corridoi di sezione, ma il quadro è simile in tutte le strutture detentive piemontesi.

La circolare “Renoldi-Cantone” ha burocraticamente autorizzato - con l’acquisto dei ventilatori - anche la speranza di “aria nuova e fresca"" per le carceri. Si tratta - lo voglio auspicare – di un segnale e di un inizio.

Ci sono davvero tante, troppe cose che si potrebbero fare o cambiare – senza particolari spese o addirittura gratis – guardando semplicemente in faccia la realtà: ad esempio prendendo atto concretamente di come si declina il lamento generale “si muore di caldo” nei luoghi chiusi, dove le persone non possono trovare riparo o alternativa.

bruno mellano

bruno.mellano@cr.piemonte.it

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