Tipologia articolo Corecom
Nel prossimo mese di marzo domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, si svolgeranno le consultazioni del referendum popolare confermativo della legge costituzionale denominata "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare", approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.253 del 30 ottobre 2025 (GU n.10 del 14-1-2026)
Elenchi Fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici che hanno aderito alla messa in onda dei MAG
I soggetti politici referendari devono far pervenire il modello MAG 3/RN ai Fornitori e al Corecom entro domenica 1 marzo.
FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI
FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA RADIOFONICI CHE TRASMETTONO IN FM
Da mercoledì 14 gennaio è partita la Par Condicio
Dalla data di pubblicazione del Decreto prende avvio la campagna elettorale referendaria.
Al riguardo, si precisa che nelle more dell’approvazione dei regolamenti concernenti le disposizioni attuative della legge 22 febbraio 2000, n. 28 per la parità di accesso ai mezzi di informazione e nella comunicazione politica (c.d. Par Condicio), da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, trovano applicazione le disposizioni normative ivi contenute, le quali garantiscono i princìpi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo e della stampa quotidiana e periodica.
In particolare, ai sensi della legge, per le emittenti radiofoniche e televisive è possibile trattare la tematica referendaria esclusivamente nei telegiornali e nei programmi di approfondimento sotto testata editoriale. I registi e i conduttori sono tenuti a non esercitare alcuna forma di influenza e a non fornire, neanche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto.
Il tempo dedicato alle tematiche referendarie deve essere suddiviso in parti uguali tra le posizioni favorevoli e quelle contrarie al quesito.
Con i regolamenti verranno disciplinate le modalità di accreditamento dei soggetti politici, inclusi i comitati referendari, i relativi spazi nei programmi di comunicazione politica, quali le tribune, le tavole rotonde, i dibattiti e la presentazione in contraddittorio. Gli stessi regolamenti recheranno disposizioni circa le modalità di inserimento dei messaggi politici elettorali.
REGOLAMENTO PAR CONDICIO IN VIGORE DAL 12 FEBBRAIO
Nella riunione del 12 febbraio 2026 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ha approvato la delibera n. 37/26/CONS contenente le disposizioni regolamentari di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in riferimento al referendum popolare confermativo sulla giustizia indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026.
Il regolamento entra in vigore da oggi, data di pubblicazione sul sito web dell’Autorità, unitamente ai modelli allegati per i messaggi politici autogestiti a titolo gratuito.
A partire dalla data di pubblicazione le emittenti sono tenute a dare attuazione alla delibera n. 37/26/CONS e, per quanto riguarda la RAI, al provvedimento del 10 febbraio 2026 della Commissione Vigilanza Rai, al fine di garantire per ciascuna posizione referendaria un’informazione completa, imparziale e corretta sul quesito referendario, nei notiziari e nel resto della programmazione informativa diffusa da ciascuna testata.
Attraverso il sistema dei dati di monitoraggio l’Autorità vigilerà per garantire parità di chances e di trattamento tra i soggetti politici referendari, intervenendo in caso di squilibri, ove non autonomamente ripristinati da parte delle emittenti. Come stabilito in occasione delle più recenti tornate elettorali, anche sulla base di alcune sentenze del Giudice Amministrativo, l’Autorità, sia per i telegiornali, sia per i programmi di informazione in ambito nazionale, non si limiterà a valutare la quantità di tempo fruita dai soggetti politici referendari nella programmazione, ma considererà le fasce orarie in cui l’esposizione dei soggetti referendari avviene, sulla base degli ascolti registrati dall’Auditel.
Prima dell’adozione dei propri provvedimenti, l’Autorità garantirà alle emittenti la possibilità di presentare osservazioni e fornire chiarimenti relativi ai dati di monitoraggio, che saranno trasmessi con cadenza settimanale nell’ambito di un formale processo di contraddittorio.
Per quanto riguarda il divieto di comunicazione istituzionale delle Pubbliche Amministrazioni (ex art. 9 legge 28/00), l’Autorità, nell’esercizio del proprio potere di definire l’ambito della sanzione, ha circoscritto - come già avvenuto per il referendum dello scorso anno - l’intervento ripristinatorio mediante rimozione alle sole attività di comunicazione istituzionale che riguardino, direttamente o indirettamente, le tematiche connesse al quesito referendario.