Consiglio Regionale del Piemonte

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Ipab inattive, ecco chi prenderà i patrimoni

La riorganizzazione delle Ipab, cioè delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sta per diventare effettiva. Un tassello del regolamento di attuazione della nuova legge ha infatti ottenuto oggi il via libera dalla Commissione Sanità, che ha espresso parere preventivo favorevole alla proposta di deliberazione che contiene parte delle disposizioni per l’applicazione della legge regionale 12/2017, per l’appunto sul riordino delle Ipab.

Il provvedimento, presentato per la Giunta dall’assessore alle Politiche sociali e licenziato con il sì dei gruppi di maggioranza e di Mli, è frutto di un tavolo di lavoro tra l’Assessorato e i responsabili delle strutture e stabilisce i termini per i procedimenti di riordino e di fusione delle Ipab e i criteri per l’individuazione dell’ente destinatario del patrimonio di quelle inattive, che vengono estinte.

In assenza di specifiche indicazioni desumibili dalle tavole di fondazione e dalle disposizioni testamentarie del fondatore, il documento definisce i criteri con i quali si individuano i destinatari di tali patrimoni: in primo luogo spetteranno al Comune ove ha sede Ipab che verrà estinta, se interessato e se accetta entro 180 giorni la richiesta della Regione. In caso di disinteresse del Comune, la priorità passa ad altre aziende e altri Comuni del Distretto sanitario ove ha sede legale l’Ipab e successivamente agli enti pubblici che operano nel settore socio-assistenziale. In caso di contestuale manifestazione d’interesse da parte di più Comuni e/o Aziende, il Settore regionale competente individuerà il destinatario tenendo in considerazione i contenuti di uno specifico piano di attività (presenza di strutture analoghe sul territorio, fabbisogno del territorio, liste d’attesa, economie di scala, ecc.) dagli Enti stesso predisposto, che abbia valenza sociale in relazione alle esigenze del territorio e sia coerente con i fini dell’Ipab. In ultimo caso enti privati operanti nel settore socioassistenziale, previa procedura di evidenza pubblica.

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Illustrato il Bilancio di previsione 2018-2020

Il vicepresidente della Giunta regionale ha svolto l’illustrazione generale del disegno di legge 286 "Bilancio di previsione finanziario 2018-2020". L’obiettivo principale dell’Esecutivo è quello di mantenere inalterati gli stanziamenti per le politiche sociali, la cultura, la scuola, l’università e i servizi fondamentali, con qualche elemento di novità nelle politiche dell’infanzia (da zero a sei anni) e nelle politiche ambientali.

Nel primo caso si mettono a disposizione 4 milioni di euro nel 2018 e 6 milioni nel 2019 per poter partecipare al riparto nazionale relativo alle politiche sull’infanzia, che comporta la possibilità di accedere a somme superiori ai 10 milioni di euro.

Invece, per l’Ambiente, vengono previsti due milioni per poter partecipare al riparto nazionale, in merito a possibili contributi ai privati, per l’acquisto di vetture più ecologiche. Questo nell’ambito degli accordi con Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Sono previste poi altre risorse per partecipare alle misure per il contenimento dei rifiuti e la raccolta differenziata; in tema di Ambiente, anche un milione e mezzo per il Piano delle acque.

Il vicepresidente ha anche descritto le necessità per far fronte ai vari accordi di programma.

Nell’ambito della discussione generale, dai vari gruppi politici presenti sono state richieste diverse precisazioni necessarie per comprendere la legge di Bilancio e poter avviare un confronto puntuale sui vari punti dell’articolato.

A larga maggioranza, inoltre, la Commissione ha licenziato la delibera per l’indizione del referendum consultivo per l’istituzione del Comune di  Val di Chy mediante fusione dei Comuni di Alice Superiore, Lugnacco e Pecco nella Città metropolitana di Torino.

abruno

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