La vigilanza sul rispetto della normativa a tutela dei minori è effettuata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dal Comitato per l'applicazione del Codice di Autoregolamentazione tv e minori e dai Corecom regionali. Il Corecom Piemonte esercita funzioni di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di tutela dei minori nel settore radiotelevisivo locale.
 

Cittadini o associazioni che intendano segnalare eventuali violazioni possono compilare il modulo di segnalazione (completare tutte le voci).
La segnalazione dovrà essere inviata tempestivamente (comunque non oltre tre mesi dall'avvenuta violazione) attraverso lettera raccomandata a/r, fax, o consegna a mano presso la sede del Corecom.

Vari sono gli ambiti nei quali si esercita la tutela legislativa del minore e questi si riferiscono sia alla tipologia di programmazione sia ai tempi e alla durata delle trasmissioni nelle 24 ore.
Particolare attenzione viene riservata alla partecipazione dei minorenni alle trasmissioni televisive, affinché non vengano strumentalizzati per la loro giovane età e ingenuità. Nel sistema di autoregolamentazione italiano sono previsti tre livelli di protezione:

  • generale applicata in tutte le fasce orarie di programmazione, compresa quella notturna;
  • rafforzata (dalle ore 7.00 alle ore 22.30) in cui il pubblico di minori è numeroso, ma si presume supportato dalla presenza di un adulto;
  • specifica (dalle ore 16.00 alle 19.00) in cui si presume che il bambino non sia supportato dalla presenza di un adulto.

Per quanto riguarda la tipologia delle trasmissioni: di informazione, spettacolo, sport, costume, attualità, fiction (film, telefilm, cartoni animati, reality show, ecc.), compreso il mondo complesso della pubblicità, le emittenti televisive si sono impegnate nel rispetto della legislazione vigente e della libertà di informazione e di impresa, ad applicare il principio secondo cui “…i maggiori interessi del bambino devono costituire oggetto di primaria considerazione” (art. 3 Convenzione ONU).
Perciò il loro impegno sta nel non trasmettere programmi con sequenze crude, con scene violente o di sesso, con ricorso gratuito al turpiloquio e a espressioni scurrili o che offendano le confessioni religiose, le differenze di razza, di nazionalità: principi ben definiti dall’art. 4 del Decreto Legislativo 177/05 - Testo Unico della radiotelevisione. Molte sono le delibere e gli atti di Indirizzo dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni finalizzati alla tutela dei minori in questi ambiti e settori.
A ciò si aggiunga che le più importanti associazioni di emittenti televisive hanno sottoscritto alcuni fondamentali documenti, quali:

Il Corecom Piemonte oltre ad esercitare la funzione delegata di vigilanza e controllo in materia di tutela dei minori in ambito radiotelevisivo locale, si propone di attuare azioni positive, affinché produttori, fornitori di contenuti, editori, genitori, docenti, associazioni famigliari e di utenti promuovano i diritti dei minori nell’ottica di una migliore qualità della produzione televisiva. E a tal fine partecipa a numerosi progetti di Media Education.

Alcuni dei progetti realizzati:
Lavorare in Rete

Nel 2008 con il Tavolo Interistituzionale e Interprofessionale di sintesi di Tuttinrete, sottoscritto da un Protocollo d’Intesa nel febbraio 2008, i vari rappresentanti degli Organi istituzionali (Sezione Piemonte-Valle d’Aosta dell’Aimmf, Consiglio regionale del Piemonte dell’Ordine dei Giornalisti, Assessorato ai Servizi Sociali e Lavoro della Regione Piemonte, Corecom - Comitato regionale per le Comunicazioni, Direzione Generale Ufficio Scolastico regionale, Comando Generale Carabinieri, Polizia di Stato, GDF, Ordine degli Assistenti Sociali, Ordine degli Psicologi, Ordine dei Medici, Ordine degli Avvocati, Avvocati di Famiglia) si impegnano in rete a fare cultura, prevenzione e gestione di informazione a tutela dei minori, nel rispetto di una Carta dei Valori condivisa, "perché sono un bene sociale da preservare al di là dei diversi obiettivi di azione dei singoli soggetti e la metafora della rete ben si confà all’immagine di una trama in cui tutti i punti sono connessi paritariamente fra di loro”.
Sono in programma seminari e convegni in cui discutere sui diversi risvolti che l’informazione in questa materia implica, con l’auspicio che si formi una vera cultura condivisa nei vari ambiti della organizzazione della nostra vita democratica.

Teleintendo

Nel 2004 il Teleintendo si presenta come modello di riferimento educativo, didattico, pedagogico sull’educazione ai linguaggi televisivi nel Protocollo d’Intesa in materia di educazione all’uso consapevole e critico dei mezzi di comunicazione tra il CORECOM Piemonte e la Città di Torino – Divisione Servizi Educativi, in vista di una collaborazione tra “Teleintendo” e “Obiettivo Minori”, al fine di creare attività comuni tese a favorire un uso consapevole dei mezzi di comunicazione (internet, radio, TV, telefonia fissa e mobile).
L’accordo ha portato a promuovere un monitoraggio su contenuti e temi relativi all’uso dei media; a creare occasioni di divulgazione; a realizzare prodotti video con i ragazzi protagonisti di un percorso sulla comunicazione anche a sfondo sociale.
Sono seguiti eventi pubblici di presentazione dei risultati di tale collaborazione, un corto di video e animazione e una minifiction prodotti con bambini e ragazzi, tratto da un testo scritto "Tommaso è andato via", dove il Teleintendo, nelle sue varie articolazioni di enti ed istituzioni, si presenta come una realtà operativa che cresce con la sperimentazione e la elaborazione di sempre nuovi percorsi didattici metodologici per un uso responsabile dei media.
Di fronte, poi, alla pluralità dei linguaggi comunicativi, alla pervasività dei mezzi di comunicazione, ormai interattivi, tenuto conto degli esiti positivi realizzati in tutti questi anni dalle esperienze e sperimentazioni ancora in atto tra i partner del Teleintendo e, in considerazione del fatto che sta per completarsi il primo curricolo strutturato e completo di percorsi di educazione ai media creati in collaborazione con gli insegnanti di differenti regioni italiane nell’ambito del MED (Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione), si è sentito il bisogno di interagire con gli enti locali e le associazioni del territorio per la realizzazione di progetti complessi e a lungo termine.
Per questo nel 2008 è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa sull’educazione all’immagine televisiva che vede tra i soggetti presenti, oltre il Comune di Torino - ITER, la Rete di Scuole "Capire, Fare, Socializzare TV", la RAI - Radiotelevisione Italiana, l’Università degli Studi di Torino - Facoltà di Scienze della Formazione, anche l’Ufficio Scolastico Regionale e il CORECOM Piemonte. Tra i compiti del Corecom si segnala:

  • l’attuazione azioni positive, affinché operatori della comunicazione radiotelevisiva, genitori, docenti, associazioni di utenti promuovano i diritti dei minori nell’ottica dimigliorare la qualità della produzione televisiva (Vedi Protocollo di intesa con Ufficio Scolastico Regionale di maggio 2008);
  • la promozione e valorizzazione del progetto Teleintendo come modello di riferimento educativo, didattico e pedagogico sulla educazione alla multimedialità, con particolare riferimento al linguaggio televisivo, su tutto il territorio regionale;
  • il coordinamento e la progettazione convegni, seminari, workshop sui temi della comunicazione e media, anche attraverso ricerche sul consumo dei media in Piemonte tra gli studenti;
  • la costituzione di una rete di relazioni, scambi tra gli enti territoriali, istituzioni pubbliche e private interessate alla formazione ed educazione dei giovani ad un uso corretto e responsabile dei media;
Bambini e ragazzi davanti alla TV: ricerca in collaborazione con l’Università degli studi di Torino

Il Corecom ha incaricato la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino di realizzareun’indagine nella provincia di Asti per impostare una Ricerca – azione su quel territorio coinvolgendo scuole, istituzioni pubbliche e famiglie. 
Tale ricerca che si occupa dei “Bambini e ragazzi davanti alla TV: il loro consumo, le loro preferenze, le loro aspettative”, presenta un monitoraggio di attività didattiche “mediaeducative” nelle scuole (distinguendo educazione con i media ed educazione ai media) e la comprensione di vissuti e atteggiamenti in relazione ai media da parte di bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni. 
Sono state prese in esame alcune variabili: genere, nazionalità, uso del computer e del web a scuola e a casa, rendimento scolastico; la fruizione dei media da parte degli allievi in casa e a scuola e l’esistenza o meno di un digital divide "locale" (tra chi usa speditamente il personal computer, il web, il cellulare e chi non li usa affatto).
Sono state monitorate dieci scuole di Asti e provincia su un totale di 14.500 allievi (primarie e secondarie di primo grado) per un numero complessivo di 300 allievi a cui sono stati sottoposti questionari semistrutturati basati sulla fruizione della TV con altre informazioni comunicative on line sul web. 
A 50 allievi di cinque scuole sono state fatte interviste in brainstorming; a loro è stata richiesta poi una composizione scritta con riferimento anche alla programmazione delle emittenti televisive locali. Gli insegnanti hanno collaborato nel presentare le eventuali attività educative con e ai media realizzate in passato. I genitori sono stati coinvolti in “focus group” di completamento all’indagine.
I risultati raccolti nel Volume "Le Trappole del Verosimile" (che il Corecom mette a disposizione gratuita degli Istituti Scolastici Piemontesi che ne facciano richiesta) sono stati resi pubblici il 28 di ottobre 2009. 
E’ intenzione del Corecom estendere tale lavoro di indagine ad altre province piemontesi.

La buona TV in Piemonte

Nell’ambito del più ampio progetto La buona TV in Piemonte, la presenza di programmazione specifica per i minori è stata oggetto di valutazione, da parte dell’Osservatorio di Pavia, che ha classificato le emittenti sulla base di alcuni punti stabiliti da un codice di qualità in dieci punti al quale hanno aderito 20 emittenti televisive locali piemontesi.
In particolare le emittenti sono state valutate su:

  • Promozione della dignità umana, del valore della famiglia, dei diritti dei bambini, della parità e delle pari opportunità fra i sessi (Codice Punto 2)
  • La presenza nella fascia protetta (16:00/19:00) di programmi specificatamente dedicati al pubblico dei minori (bambini e/o preadolescenti) (Codice Punto 8)

E’ stato inoltre inserito un parametro di valutazione dedicato all’impegno della rete nella produzione di programmi per minori.
Nell’ambito dello stesso progetto le emittenti locali piemontesi sono state invitate a presentare progetti per format specificamente dedicati alla fascia minori/adolescenti.
Ne è uscita una graduatoria formata sulla valutazione di 4 parametri:

  • la coerenza del progetto: si intende la capacità del progetto di essere completo, equilibrato, ben strutturato ed esaustivo, con una chiara indicazione degli obiettivi e delle scelte strategiche, linguistiche e scenografiche utili a perseguirli;
  • la tipologia e la struttura del format: si intendono tutti gli elementi che concorrono alla strutturazione del format come la durata, la scansione delle parti e delle eventuali rubriche, l’individuazione del target a cui il format si rivolge, i conduttori, i personaggi, la scenografia, la colonna sonora;
  • l’originalità e l’efficacia dei contenuti: si intende la capacità dei contenuti di essere adeguati al pubblico cui si rivolgono, di rispondere alle esigenze educative dei minori, di rappresentare tematiche attuali con componenti formative, accattivanti e originali;
  • i legami con il territorio: si intende la capacità del format di fornire informazioni sulla realtà locale, di trattare temi tipici della realtà locale, di rappresentare un servizio utile agli abitanti di quella realtà, di coinvolgere attivamente scuole, famiglie e altri gruppi e/o organizzazioni presenti sul territorio.

Gli stati membri della Comunità Europea già fin dal 1989 avevano sentito questo problema come prioritario nel mondo dell’etere, perciò avevano elaborato e adottato alcuni strumenti legislativi ancora oggi pienamente validi, perché pongono al centro dell’interesse il valore dell’uomo in quanto persona da rispettare, tanto più se minorenne, come fa riferimento la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (art. 3). Possiamo ricordare pertanto:

Nel 1990, inoltre, era stata sottoscritta la Carta di Treviso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), d’intesa con Telefono Azzurro e altri enti ed istituzioni, che trae ispirazione dai principi e valori della nostra Carta Costituzionale e dalla precedente documentazione comunitaria ed internazionale. 

La Carta di Treviso, accompagnata nel 1995 dal Vademecum e aggiornata nel novembre 2006, è un vero codice deontologico che riafferma “il diritto del minore ad una specifica e superiore tutela della sua integrità psicofisica, affettiva e di vita di relazione”. E’ quindi costante la preoccupazione di tutelare la dignità della persona umana e i diritti dell’uomo. Nel contempo si richiede che i programmi televisivi non siano contrari alla decenza, non contengano pornografia e siano tali da non pregiudicare lo sviluppo fisico, psichico, morale dei minori, non esaltino la violenza e non incitino all’odio razziale e alla discriminazione di genere.
Per tutela dei minori il legislatore intende l’obbligo che a diverso titolo i cittadini, le istituzioni hanno nel proteggere il minore e, in particolare, i responsabili della comunicazione e dell’informazione (ivi compresi i genitori) nel favorire una crescita sana ed equilibrata dei fanciulli e dei giovani.

Informazioni

Numero verde per le conciliazioni
numero verde 800.10.10.11