Consiglio Regionale del Piemonte

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Intervista a Vincenzo Lilli, presidente del Comitato regionale per le Comunicazioni del Piemonte

Vincenzo Lilli, Presidente del Comitato regionale per le Comunicazioni del Piemonte (CORECOM), coadiuvato dalla Vicepresidente Alessia Caserio e dal Commissario Marco Briamonte, è alla guida da un anno di questo importante Organismo, che è organo funzionale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e organo di consulenza, di gestione e di controllo della Regione in materia di comunicazioni.

 

Il Comitato attualmente in carica si è insediato esattamente un anno fa, quali sono i punti di forza che ha riscontrato nel Corecom Piemonte?

“Fin dalla mia nomina ho interagito con una struttura molto attiva, preparata e dinamica in grado di assolvere direttamente a tutte le attività, proprie e delegate, i cui funzionari sono dotati di un'importante professionalità. L’attività prevalente è la conciliazione, strumento gratuito di risoluzione delle controversie tra utenti e operatori delle comunicazioni (servizi di telefonia mobile e fissa, operatori internet, telefonia pubblica, servizi di televisione a pagamento) basato su una procedura nel corso della quale, alla presenza di un soggetto neutrale (il conciliatore del Corecom), le parti cercano di trovare una soluzione amichevole alla controversia. Obiettivo di questo Comitato è diffondere ulteriormente la conoscenza sul territorio piemontese di questa attività”.

 

Oltre all’attività di conciliazione, quali altri progetti sono in cantiere nel Suo mandato?

“Premetto che il Comitato si occupa prevalentemente delle iniziative istituzionali e dello sviluppo di progetti relativi alle tematiche più attuali, a forte impatto sociale. Al momento i progetti che intendiamo portare avanti sono rivolti soprattutto alle giovani generazioni sull’uso consapevole dei social e di tutte le piattaforme web. In particolare, il Corecom esercita la funzione di Osservatorio sul fenomeno del cyberbullismo. Proprio in questo ambito stiamo portando avanti dei progetti nelle scuole primarie unitamente all’attività dedicata al contrasto della disinformazione e delle fake news rivolta agli studenti delle scuole secondarie inferiori e superiori”

 

I programmi dell’accesso sono un’opportunità che pochi conoscono, ma cosa sono?

“I programmi per l’accesso sono un’altra importante attività in ambito sociale regolata dal Corecom. I soggetti collettivi organizzati (associazioni di rilevante interesse sociale, culturale, professionale, ecc.; enti locali, gruppi etnici e linguistici, confessioni religiose, partiti, sindacati,…) hanno la possibilità di accesso ai programmi RAI a diffusione regionale per svolgere attività di comunicazione, attraverso trasmissioni autogestite, semplicemente presentando domanda al Corecom che ne valuta l’idoneità per la messa in onda”

 

Quali sono le altre principali attività che svolge il Corecom Piemonte?

“Il Corecom ha anche la vigilanza sull’emittenza televisiva circa il pluralismo sociopolitico, la tutela dei minori, la garanzia dell’utenza, la pubblicità, la discriminazione. Questo controllo si estrinseca attraverso il monitoraggio. Proprio su questa materia il Comitato piemontese è stato l’unico in Italia a evidenziare che non è possibile proseguire i controlli con una disomogeneità di comportamento tra i vari Corecom, soprattutto a seguito del refarming televisivo conclusosi in Italia al 30 giugno di quest’anno. Altre sono le attività svolte dal Corecom Piemonte quali: la tenuta del Registro degli Operatori di Comunicazione, nel periodo elettorale la verifica del rispetto della Par condicio, della Comunicazione istituzionale e l’istruttoria dei Messaggi elettorali autogestiti. Inoltre si occupa dei Campi elettromagnetici, del Diritto di rettifica e della Vigilanza sui sondaggi.”

 

Se dovesse delineare un futuro per i Corecom quali sviluppi potrebbero avere?

“Premesso che ai Corecom perverranno prossimamente delle nuove deleghe da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il Coordinamento dei Presidenti dei Corecom italiani sta cercando di avere anche un’uniformità a livello nazionale delle funzioni proprie, previste da ogni legge regionale istitutiva, per realizzare obiettivi comuni e capacità progettuali che possano valere per tutti i cittadini, ma francamente sappiamo che quest’ultimo è un obiettivo difficile da raggiungere, vista la peculiarità tutta italiana di personalizzare in base ai propri territori”.