Nel corso del 2016 il Consiglio regionale del Piemonte si è dato l’obiettivo di uniformare il proprio linguaggio in tutte le sue forme espressive - dagli atti legislativi a quelli amministrativi e alla modulistica, dal sito web all’attività giornalistica - decidendo di dotarsi di linee guida per l’eliminazione degli stereotipi e di tutte le discriminazioni linguistiche basate sul genere.

Il lavoro intitolato “La parola cambia il pensiero” è suddiviso in due parti. La prima contiene le linee guida generali, indirizzate all’intero Consiglio regionale, indipendentemente dal ruolo ricoperto e dall’attività svolta. Ognuno è chiamato a un uso consapevole del linguaggio, che integri il linguaggio di genere, in tutte le sue forme espressive, siano esse dirette o mediate dalle tecnologie, formali o informali, rivolte all’interno o all’esterno. La seconda parte contiene linee guida specifiche, destinate rispettivamente ai tre contesti specifici della normativa, dell’ambito amministrativo e della comunicazione, con particolare riguardo all’attività giornalistica. Seppur indipendenti tra loro, i tre ambiti sono complementari e trasversali di tutta l’attività del Consiglio.

Il percorso che ha portato al documento ha preso il via in seguito all’approvazione all’unanimità del Consiglio regionale della mozione n. 231 “Uso del linguaggio di genere”, e ha coinvolto tutte le Direzioni del Consiglio, ultima tappa di un approfondimento già avviato dalla Regione Piemonte negli anni passati in cui sono stati affrontati, a più riprese, il tema della parità di genere e del pari trattamento linguistico.