Consiglio Regionale del Piemonte

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Coronavirus: prorogate alcune scadenze di legge

La Prima commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti, ha approvato all’unanimità in sede legislativa un provvedimento che proroga alcune scadenze di legge, data l’emergenza coronavirus. Il vicepresidente Fabio Carosso, illustrando il ddl, ha spiegato che la pandemia in atto sta impedendo a numerosi enti di completare entro i termini le procedure previste dalle leggi regionali in alcuni settori: il paesaggio, le cave, i distributori di carburante, le Ipab, le area protette. Con la proroga sarà possibile concludere processi già avviati.

In precedenza la commissione aveva discusso sulla calendarizzazione della presenza degli assessori per illustrare i contenuti del collegato alla legge di stabilità. La proposta presentata dall’assessore Andrea Tronzano, impegnerebbe le commissioni consiliari dal 4 al 7 maggio.

Giorgio Bertola (M5s) e i suoi colleghi di gruppo hanno chiesto di stralciare dal collegato gli articoli che riguardano le cave e la caccia che, secondo loro, meritano provvedimenti appositi, da discutere con più calma una volta passata l’emergenza Covid-19. In caso di mancato stralcio, i consiglieri 5 Stelle  hanno annunciato la presentazione di un numero di emendamenti a 4 cifre. Una posizione cui si è associato anche il capogruppo di Luv Marco Grimaldi.

A nome della maggioranza è intervenuto il capogruppo della Lega Alberto Preioni che ha confermato la volontà di mantenere nel provvedimento gli articoli sulla caccia e le cave e di affrontare la discussione in commissione e in aula sul collegato così come è stato presentato.

Dal capogruppo Pd Domenico Ravetti è venuto l’invito alla maggioranza a rivedere la calendarizzazione, perché occupare su questo provvedimento le commissioni nella prossima settimana rallenterebbe l’esame del ddl “Riparti Piemonte” annunciato dalla Giunta.

Tronzano, a sua volta, ha parlato di una prova di maturità che dovrà affrontare il Consiglio nel separare il “Riparti Piemonte”, necessario per rispondere alla profonda crisi creata dal  blocco delle attività obbligato dall’epidemia in corso, dagli altri provvedimenti politici in discussione.