Consiglio Regionale del Piemonte

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Minori, avvocati e psicologi chiedono fondi per la formazione

Allontanamento dei minori: avvocati e psicologi chiedono più fondi per la formazione e per l’informatizzazione delle procedure. I rappresentanti dei rispettivi Ordini sono stati ascoltati in audizione in quarta Commissione: un nuovo tassello dell’indagine conoscitiva sul sistema di segnalazione e presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento sui minori, di allontanamento dai nuclei famigliari di appartenenza e della collocazione in comunità o affido.

“È necessario intervenire sulla formazione multidisciplinare e interdisciplinare sia degli avvocati degli adulti sia, in particolare, dei curatori speciali dei minori – hanno dichiarato le componenti dell’Ordine degli avvocati di Torino Giulia Facchini e Assunta Confente – dal momento che tutti i protagonisti del processo devono essere messi in condizione di operare su un piano di parità, condividendo linguaggio, cultura e soluzioni, in parte già previsti dall’Ordine ma che dovrebbero essere erogati su tutto il territorio regionale”.

“Tra i numerosi disagi di cui è oggetto il Tribunale dei minori – hanno aggiunto – è da segnalare la mancata informatizzazione, che forse non è un grosso problema per Torino ma lo è certamente per tutte le altre aree del Piemonte”.

La vicepresidente dell’Ordine regionale degli psicologi Georgia Zara ha evidenziato le differenze di formazione tra “lo psicologo giuridico forense, che si occupa di formulare valutazioni, e lo psicologo clinico che prende in carico e cura i singoli pazienti”.

Dei tre momenti che caratterizzano l’intervento dello psicologo nei confronti del minore – la segnalazione alla Procura, la valutazione e la presa in carico –, ha sottolineato la psicologa Patrizia Colombari, è il terzo quello ad essere maggiormente penalizzato”.

È stata inoltre segnalata la necessità di coinvolgere e sensibilizzare il mondo della scuola su temi quali i maltrattamenti fisici, la trascuratezza, l’abuso sessuale, il bullismo e il cyberbullismo dal momento che alcuni minori, per il contesto in cui vivono, considerano come “normali” alcune simili situazioni vissute in casa.

Sono intervenuti per richieste di spiegazioni e di approfondimenti rappresentanti di Fdi, Pd, Lega e M5s.