Consiglio Regionale del Piemonte

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Il Consiglio regionale per la Giornata internazionale delle persone disabili

"Credo che lavorare attivamente per una piena integrazione delle persone disabili significhi svolgere una delicata quanto preziosa funzione di natura sociale e culturale: un’azione indispensabile per favorire un cambiamento innanzitutto di mentalità, affinché la diversità non sia più percepita come un ostacolo insormontabile ma come una condizione per portare il proprio contributo all’interno di una comunità, da una prospettiva diversa e secondo una diversa modalità. Non per buonismo ma perché sono convinto che dall’inclusione possa derivare un arricchimento umano per tutti”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, che si celebra oggi, 3 dicembre.

E, proprio in tale occasione, l’Assemblea legislativa piemontese ha promosso due appuntamenti: la mostra “Persone”, inaugurata ieri e visitabile fino al 10 gennaio a Palazzo Lascaris e lo spettacolo teatrale “Something About You - Quel che rimane”, accessibile anche alle persone non udenti attraverso l’utilizzo di sottotitoli, in scena al Cubo Teatro – Offtopic di via Pallavicino 35 nelle serate di martedì 3 e mercoledì 4 dicembre a partire dalle ore 21.

 

La mostra si propone di valorizzare i patrimoni di Arte irregolare “Mai visti e altre storie”: cinquanta opere grafiche e pittoriche realizzate da undici autori, incentrate sulla figura umana, provenienti dall’Archivio della Città di Torino e dagli atelier dei centri diurni e delle comunità piemontesi per persone con disabilità.

“Un’esposizione che aiuta a guardare con occhi diversi alla disabilità e spinge a incontrare le persone che hanno realizzato le opere, frutto della loro esperienza umana e della loro sensibilità - ha sottolineato il consigliere regionale Silvio Magliano, vicepresidente del Centro servizi per il volontariato (Vol.To) –. È importante e significativo che il Consiglio regionale dia spazio a questa mostra, che racconta in primo luogo di opere d’arte per spingere a incontrare chi le ha realizzate magari in un contesto di fragilità”.

Con il presidente Allasia e il consigliere Magliano sono intervenuti alla cerimonia d’inaugurazione il vicesindaco e assessore al Welfare della Città di Torino Sonia Schellino, la coordinatrice del Centro Arte singolare e plurale della Città di Torino Maresa Pagura, la presidente dell’Associazione culturale Artenne Elena Menin, la curatrice del Polo delle Arti relazionali e irregolari (Pari) dell’Opera Barolo Tea Taramino, moderati dal presidente della Consulta per le persone in difficoltà Giovanni Ferrero.

Le opere esposte sono state realizzate dagli artisti piemontesi Laura Biella, Rosaria Carpino, Alberto De Luca, Enrico Depetris, Lorenzo Filardi, Primo Mazzon, Liliana Macario, Mario Panzani, Sara Randazzo, Luca Romano e Francesco Tasca.

Curata dalle Associazioni Artenne e Forme in bilico, in collaborazione con Città di Torino e Opera Barolo, in partenariato con la Consulta per le persone in difficoltà (Cpd), la mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 (esclusi il 25, 26 e 27 dicembre e l’1, 2, 3 e 6 gennaio).

 

Per favorire l’accessibilità culturale delle persone non udenti al teatro il Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con The Goodness Factory e Associazione Cubo Teatro, ha reso possibile l’utilizzo di sopratitoli in sincrono con le azioni svolte durante la rappresentazione scenica dello spettacolo “Something about you – Quel che rimane”.

Scritta da Francesca Garolla, diretta da Alba Maria Porto e interpretata da Mauro Bernardi, Roberta Lanave e Matilde Vigna, la pièce è una coproduzione Asterlizze e Teatro Piemonte Europa (Tpe) / Festival delle Colline torinesi, promossa dalla Fondazione Archivio diari stico nazionale con Polo del ‘900, Archivio dei diari di Lisbona e Fabulamundi Playwriting Europe.

La vicenda ruota intorno a Lui e Lei, due figli che tentano di dare voce a una madre che vive nel silenzio. D. è una donna che non sa più parlare, in cerca delle parole che possano esprimere i suoi sentimenti. La ricerca delle cause di un isolamento durato quindici anni, in un vortice di domande che non trovano risposta, nel tentativo di comprendere. Una lettura possibile del mondo contemporaneo attraverso il patrimonio archivistico e le storie di vita comuni, e per questo straordinarie, che attingono dal vivaio della memoria.

Ingresso gratuito. Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel. 331/39.10.441.