Consiglio Regionale del Piemonte

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Residenzialità psichiatrica, "riforma dopo il 31 dicembre"

Posticipare al 31 dicembre i termini per la completa attuazione della delibera di Giunta 29/2016 sulla residenzialità psichiatrica, fermi restando i termini previsti per l’autorizzazione e l’accreditamento delle diverse strutture. È questo l’impegno per l’Esecutivo regionale previsto dai due ordini del giorno – di Andrea Appiano (Pd) e Gian Luca Vignale (Mns) – approvati all’unanimità al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale che si è svolta questo pomeriggio. Un terzo documento, presentato dal primo firmatario Davide Bono (M5s), è stato respinto con 10 sì e 18 astenuti.

Richiesta dal consigliere Vignale e sottoscritta dai gruppi di opposizione, la seduta ha inteso fare il punto sugli aspetti ancora aperti del documento.

Aprendo il dibattito, proprio Vignale ha dichiarato che la situazione delle strutture residenziali che hanno presentato domanda di accreditamento è disomogenea sul territorio piemontese, poiché alcune strutture non hanno ancora ricevuto il verbale delle Commissioni di vigilanza. “Per questo – ha aggiunto – la delibera non potrà essere applicata fino a quando tutte le strutture non saranno accreditate. Fino ad allora, infatti, non sarà possibile assicurare ai pazienti diritti quali la scelta del luogo di cura e l’accordo di cura”.

Per Bono l’attuazione della delibera avrebbe avuto bisogno, fin dall’inizio, “di una tempistica più diluita” e le famiglie e le associazioni dei pazienti, ricevute diverse volte in Commissione Sanità, “avrebbero forse potuto essere ascoltate prima” perché grazie alla loro tenacia e alla loro pazienza sono state apportate migliorie.

Paolo Allemano e Andrea Appiano (Pd) si sono dichiarati favorevoli alla necessità di “rendere il percorso di attuazione della delibera più flessibile, senza accelerazioni e senza trascurare problematiche emerse” e hanno espresso riconoscenza per il ruolo fondamentale delle associazioni.

Marco Grimaldi (Leu) ha ricordato il percorso che ha portato alla delibera 29, “un tentativo di accreditare un mondo che era troppo frastagliato: un tema che tutti abbiamo condiviso ma partendo da vissuti e contesti diversi. Abbiamo provato a smussare gli angoli, a votare atti d’indirizzo che hanno pian piano aperto un percorso tutt’ora in atto”.

L’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari ha affermato che “toccare alcuni elementi richiede la consapevolezza della complessità. Abbiamo messo in campo un progetto che all’inizio ha creato diversi problemi e incomprensioni e ha rischiato di ‘tagliare le gambe’ a un insieme di esperienze costituite nel tempo e che ha fatto del Piemonte una delle regioni più all’avanguardia in questo campo”. Dopo aver ringraziato Vignale per la proposta, ha annunciato la disponibilità della Giunta a predisporre al più presto la delibera di proroga dell’entrata in vigore della norma.

Prima della seduta il componente dell’Ufficio di presidenza Giorgio Bertola e il presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi, alla presenza dell’assessore Ferrari e di numerosi consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno ricevuto una delegazione dell’Associazione per la lotta contro le malattie mentali, dell’Associazione difesa ammalati psichici e della sede regionale dell’Unione nazionale delle Associazioni per la salute mentale.