Consiglio Regionale del Piemonte

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Cinque anni di iniziative per i diritti umani

Rafforzare l’impegno istituzionale in ambito di diritti e creare un  organismo di consultazione e partecipazione in grado di promuovere la tutela dei diritti umani. Con queste due finalità,  nel 2014 l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale istituì il Comitato regionale per i diritti umani, unico nel panorama regionale italiano.

In 5 anni di legislatura il Comitato ha formulato proposte al Consiglio relative al rispetto e alla tutela dei diritti umani e ha collaborato con le associazioni e organizzazioni non governative nazionali e internazionali che si riconoscono nei principi di solidarietà internazionale e che si occupano della salvaguardia dei diritti umani. Tanti i temi affrontati nel corso dei 5 anni i legislatura: migranti, diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, diritto alla salute. 

A partire dal 2016 il comitato diritti umani ha avuto un capitolo di bilancio su cui, annualmente sono stati stanziati 80.000 €.  Nel 2016 sono stati finanziati progetti per 60.000 circa. Nel 2017 impegnati 66.000 circa. Nel 2018 impegnati 51.000 € circa.

Complessivamente nel triennio i progetti o gli eventi sostenuti sono stati circa 40. Oltre 50 le associazioni coinvolte in iniziative sul territorio e circa 30 le associazioni beneficiarie  di contributi.

Nel 2015 Sono stati oltre 1.500 gli spettatori che hanno preso parte alla rassegna Rights on the Movie - Diritti al cinema, realizzata dal Comitato regionale per i diritti umani. 2500 per la seconda edizione del 2016; 2624 spettatori nel 2017 e 2908 nell’ultima edizione del 2018. Importante anche il numero di visitatori delle mostre allestite nella Galleria Spagnolo di Palazzo Lascaris, proposte dal Comitato. Circa 4 mila visitatori hanno partecipato alle diverse inaugurazioni e alle esposizioni in Consiglio regionale.

“La tutela dei diritti fondamentali - dichiarano il presidente e i vicepresidenti del Comitato - è una questione orizzontale che riguarda tutti  e tutti i livelli istituzionali. Ciò significa anche che tutti coloro che ricoprono un ruolo istituzionale hanno il dovere di prendere in considerazione tali diritti nello svolgimento del proprio lavoro, a prescindere dai temi di cui si occupano e delle competenze. Proprio in quest’ottica il Consiglio regionale ha dato vita ad un organismo di consultazione e partecipazione, volto alla promozione della tutela dei diritti umani ad ampio raggio, istituzionalmente riconosciuto, unico nel panorama legislativo italiano, dotato di un proprio statuto e che non trova riscontro in altro contesto regionale del territorio nazionale. Grazie all’associazionismo e alle organizzazioni non governative che ne fanno parte, abbiamo tentato di sensibilizzare e di agire a favore dei più deboli, cercando di trovare le forme più idonee per soddisfare le istanze emerse dalla società e che non potevano rimanere inascoltate. In questi anni - concludono - abbiamo dedicato energie a un progetto ambizioso che merita di non essere dimenticato: quello cioè di contribuire a che le dichiarazioni dei diritti degli uomini non restino lettera morta nelle loro pretese universalistiche, ma si traducano in diritto vigente. Ci auguriamo che chi erediterà, nella prossima legislatura, questo enorme patrimonio umano, non lo svilisca e non lo metta in un angolo”.  

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