Consiglio Regionale del Piemonte

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Tre Pdl per favorire l’invecchiamento attivo

L’esame delle tre proposte di legge dei gruppi Fi, M5s e Pd a favore dell’invecchiamento attivo al centro della seduta odierna in Commissione Sanità, presieduta da Paolo Allemano.

Si parte dal presupposto che negli ultimi anni i Comuni hanno messo in atto diverse esperienze positive per migliorare la condizione degli over 65, seppur con iniziative sporadiche e non coordinate, affidate più alla buona volontà che a un piano organico. Per questo motivo le tre proposte mirano a definire un modello sostenibile da utilizzare come strumento di promozione alla partecipazione della vita sociale e culturale della comunità, favorendo la crescita personale degli anziani e valorizzando la loro capacità progettuale e le loro esperienze formative. Gli ambiti d’intervento spaziano dalle politiche familiari alla formazione permanente, dalla prevenzione sanitaria alla cultura e al tempo libero.

La consigliera Francesca Frediani (M5s) ha illustrato il provvedimento del proprio gruppo e il consigliere Allemano (Pd) ha espresso la disponibilità del proprio gruppo a procedere alla stesura di un testo unico.

Le Onlus chiedono di posticipare il riordino della residenzialità psichiatrica

Posticipare di almeno sei mesi i termini di attuazione della delibera di Giunta sul riordino della residenzialità psichiatrica, previsti per il primo aprile 2019. È quanto hanno chiesto i rappresentanti delle Onlus Difesa ammalati psichici (Diapsi) e Associazione per la lotta contro le malattie mentali (Almm) nell’audizione di stamane in Commissione Sanità, presieduta da Paolo Allemano.

La presidente di Almm Barbara Bosi ha fatto presente una serie di questioni aperte che, a suo giudizio, meriterebbero ancora approfondimenti. Tra esse spicca la compartecipazione alla spesa per circa mille pazienti inseriti nelle strutture residenziali psichiatriche di tipo Srp3, che la delibera non considera più strutture sanitarie ma assistenziali.

“La Regione – ha sottolineato Bosi– aveva garantito la copertura completa delle rette, anche per la parte socioassistenziale, per un triennio. Qualora la copertura non fosse garantita o si esaurisse prima dei tre anni previsti, i pazienti rischierebbero di trovarsi debitori nei confronti delle strutture che li ospitano, in quanto ben pochi saranno in grado di sostenere una spesa mensile di circa 1.200 euro. E quei pochi in grado sarebbero ridotti in povertà nel giro di pochi mesi”.

Dopo gli interventi dei consiglieri Gian Luca Vignale (Mns) e Gian Paolo Andrissi (M5s) per richiesta di approfondimenti il presidente Allemano ha assicurato l’impegno della Commissione sulla questione.