Consiglio Regionale del Piemonte

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Bilancio 2018/21: risparmio di 185 milioni fino al 2036

“Grazie alla disponibilità della Cassa depositi e prestiti di bloccare le rate di ammortamento per due anni sui mutui con essa rinegoziati, è possibile per la Regione utilizzare la somma risparmiata di 175 milioni per acquistare il floor di uno dei tre derivati sottostanti a tre prestiti obbligazionari della Regione, per complessivi 1,8 miliardi. Questo ci permetterà di risparmiare 20 milioni di euro nel 2020, che verranno utilizzati per allargare sensibilmente la platea degli aventi diritto agli assegni di cura, portando la dotazione degli extraLea da 53 a 73 milioni, pur non arrivando ancora al cento per cento. In questo budget rientra anche la copertura del costo sociale sul disagio mentale”.

Nell’illustrazione il vicepresidente della Giunta, Aldo Reschigna, ha anche ricordato che i benefici della manovra sui derivati dovrebbero ammontare a 185 milioni spalmati fino al 2036.

Questa la sintesi dei punti fondamentali degli emendamenti presentati dal vicepresidente nella seduta odierna del Consiglio regionale dedicata al proseguimento dell’esame del disegno di legge 342 “Bilancio di previsione finanziario 2019-2021”. Prima della seduta d’Aula si era anche riunita la Commissione Bilancio per un approfondimento sulle proposte emendative della Giunta regionale.

Reschigna ha anche rivendicato che nella legislatura si sia riusciti a mettere in sicurezza i conti, uscendo dal piano di rientro dei debiti della sanità e diminuendo di circa 890 milioni il disavanzo certificato che, all’inizio della legislatura, era di circa 3,3 miliardi. 

Sono state, inoltre, liberate risorse per investimenti nel sistema produttivo.

A seguire, si è svolto il dibattito generale sul disegno di legge del quale, nell’ultima seduta, si erano tenute le relazioni.

Durante il confronto i consiglieri delle opposizioni, dei gruppi di centrodestra e del gruppo M5s, hanno criticato l’operato della Giunta.

Numerosi gli interventi  del gruppo M5s con Paolo Mighetti, Mauro Campo, Gianpaolo Andrissi, Francesca Frediani, Davide Bono e Federico Valetti che hanno lamentato il poco tempo per discutere gli emendamenti della Giunta che, pur apportando modifiche sostanziali al testo, sono stati depositati tra lunedì e martedì. 

Criticate anche le insufficienti garanzie sui fondi extraLea e le difficoltà dei Centri per l’impiego che che non sono attrezzati per i recenti provvedimenti governativi. Giudizio negativo anche per la copertura, giudicata incompleta, della morosità incolpevole. 

Gian Luca Vignale (Gruppo misto – Movimento nazionale per la sovranità) ha parlato di un bilancio in chiave elettorale mentre, a fine legislatura, si dovrebbe discutere un bilancio tecnico, che non condizioni le scelte della prossima Giunta. L’esponente del centrodestra ha anche criticato due emendamenti che finanziano direttamente altrettante associazioni private (Abbadia di Stura Templari Onlus e San Carlo) per interventi di 500mila euro ciascuna. 

Dopo il dibattito generale è iniziata l’illustrazione degli emendamenti da parte di tutti i gruppi: sono state circa una cinquantina le proposte di modifica illustrate (cinque giudicate irricevibili) su quasi 240 depositate.  

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