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Circo senza animali: il convegno del Garante regionale degli Animali

Per quali motivi scientifici la vita degli animali è incompatibile con il loro utilizzo nelle attività circensi? Cosa sta accadendo nel mondo e quali sono i modelli applicabili e le opportunità da cogliere per fare un passo avanti nella direzione auspicata dai cittadini, sempre più avversi allo sfruttamento degli animali? Perché in Italia è necessaria e urgente una riforma del settore dello spettacolo che preveda la dismissione degli animali dai circhi e la riconversione delle tradizionali attività circensi secondo forme di spettacolo che valorizzino espressioni artistiche umane?

Sono stati questi i temi e gli interrogativi su cui si è riflettuto durante il convegno “Il circo senza animali, il circo del futuro”, che si è tenuto a Torino mercoledì 6 marzo 2019, a Palazzo Lascaris (Sala Viglione).

L’evento è stato promosso dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso l’ufficio del Garante dei diritti degli animali della Regione Piemonte.

Nel portare il saluto dell’Assemblea, il consigliere segretario Domenico Valter Ottria ha auspicato che la Regione Piemonte “promuova concretamente tutte le attività connesse all’ordine del giorno approvato circa un anno fa, per promuovere il circo contemporaneo in tutte le sue forme, valorizzando il ruolo artistico e riconoscendolo quale valore per lo sviluppo economico ed occupazionale dei lavoratori del settore”.

Fin dai primi tempi storici conosciuti gli esseri umani usavano gli animali, soprattutto quelli meno comuni, provenienti da zone poco conosciute, come simboli e oggetti di divertimento, come i leoni negli anfiteatri romani. L’attenzione dell’ uomo verso le effettive conseguenze delle proprie azioni per gli altri viventi non era certamente molto diffusa e solo pochissimi sono noti per aver diffuso idee di una diversa visione degli animali.

“Quando la sensibilità verso gli altri esseri è cresciuta nella società è stato inevitabile che ci si interrogasse sulle conseguenze vissute dagli animali utilizzati nei circhi. Accanto alla posizione ideale individuale, le ricerche hanno sviluppato un metodo tecnico scientifico - l’etologia - per comprendere le ricadute per gli animali nei circhi. Molti studi sono stati pubblicati sull’etologia degli animali esotici dei circhi, e degli zoo, e tra gli altri si deve ricordare il lavoro di Iossa e Harris che si può ritenere la base delle scelte legislative che in molti paesi hanno portato alla progressiva dismissione degli animali esotici nei circhi” ha sottolineato il Garante Enrico Moriconi.

Fra i relatori, moderati da Fabrizio Gavosto, direttore artistico del Festival Mirabilia: Alessandro Serena, docente di Storia dello spettacolo circense e di strada alla Università degli Studi di Milano; Valeria Campo, presidente della Commissione ministeriale settore Circo; e Luisa Cuttini, direttore artistico Circuito Claps.

Molte nazioni stanno legiferando per trasformare lo spettacolo circense indirizzandosi verso l’impiego di soli artisti.

“È innegabile che il circo contemporaneo e d’innovazione sia un settore in continuo e costante sviluppo negli ultimi venti anni anche in Italia, presentando oggi un cospicuo numero di realtà impegnate a vario titolo su tutto il territorio nazionale nello sviluppo delle arti circensi e riscontrando un costante aumento di pubblico. L’interesse nei confronti di questa arte è evidente non solo attraverso l’inserimento del circo contemporaneo e d’innovazione tra le proposte di programmazione di quasi tutti i circuiti regionali multidisciplinari ma anche nelle stagioni teatrali, nelle residenze artistiche, nelle rassegne” ha voluto in particolare evidenziare Cuttini.

“Il nouveau cinque ha rivoluzionato il mondo del circo portando cambiamenti significativi. Contrariamente a quanto si pensi il nouveau cirque non ha abolito gli animali. Piuttosto ha portato a nuove estetiche e nuovi modi di lavorare con gli animali che hanno un forte legame e devono molto al circo classico” ha puntualizzato Campo.

Mentre l’intervento di Serena si è incentrato sulla assoluta opportunità di continuare a lasciare gli animali a lavorare nel circo, fermo restando la garanzia del loro benessere, punto primo di ogni riflessione.

Stratta ha poi portato la sua esperienza del teatro di strada: oggi ha dato vita ad una vera e propria scuola, che ogni anno coinvolge almeno seicento allievi, a cui lavorano una cinquantina di persone fra insegnanti, tecnici e personale vario. Molte iniziative e spettacoli portano nel loro circo a Grugliasco più o meno ventimila spettatori ogni anno.

I fatti in breve

  • Mercoledì 6 marzo 2019, a Palazzo Lascaris (Sala Viglione), si è svolto il convegno dal titolo “Il circo senza animali, il circo del futuro”.
  • L’evento è stato promosso dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso l’ufficio del Garante dei diritti degli animali della Regione Piemonte.
  • Molte nazioni stanno legiferando per trasformare lo spettacolo circense indirizzandosi verso l’impiego di soli artisti.

Dichiarazioni

“Quando la sensibilità verso gli altri esseri è cresciuta nella società è stato inevitabile che ci si interrogasse sulle conseguenze vissute dagli animali utilizzati nei circhi. Accanto alla posizione ideale individuale, le ricerche hanno sviluppato un metodo tecnico scientifico - l’etologia - per comprendere le ricadute per gli animali nei circhi. Molti studi sono stati pubblicati sull’etologia degli animali esotici dei circhi, e degli zoo, e tra gli altri si deve ricordare il lavoro di Iossa e Harris che si può ritenere la base delle scelte legislative che in molti paesi hanno portato alla progressiva dismissione degli animali esotici nei circhi” ha sottolineato il Garante Enrico Moriconi.

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