Consiglio Regionale del Piemonte

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La società tedesca tra nazionalsocialismo e widerstand

“Si sa poco in Italia della resistenza contro il nazismo in Germania. Nel nostro immaginario collettivo persiste l’immagine di una nazione tedesca completamente fanatizzata e di un sostegno totale al regime, probabilmente per il fatto che la Germania non ebbe il suo 8 settembre e non arrivò mai ad una resistenza con carattere insurrezionale. Invece, sono esistite una resistenza (Widerstand) e un’opposizione", così il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti ha aperto la due giorni internazionale “La società tedesca tra nazionalsocialismo e widerstand” che si svolgerà a Torino il 29 e 30 Novembre nella Sala Conferenze di Palazzo San Celso al Polo del ’900 di Corso Valdocco. L’evento è organizzato dall’Istituto Salvemini, in collaborazione con il Goethe-Institut Turin, il Deutsches Historisches Institut di Roma, il Polo del ‘900, il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università degli studi di Torino, l’Istoreto e il Centro di documentazione Antonio Labriola. L’iniziativa è sostenuta dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte.
"Furono migliaia i cittadini tedeschi che persero la vita nella lotta contro il nazismo - ha proseguito Boeti - quasi un milione gli internati nei campi di concentramento e l’emigrazione politica, fin dal 1933, costituì uno dei fenomeni più rilevanti del Novecento. I termini resistenza e movimento di resistenza venivano usati in volantini distribuiti da un gruppo formato da studenti e da un professore universitario che si chiamava Rosa Bianca e il cui scopo era quello di suscitare nel popolo l’opposizione al regime. I membri del gruppo vennero decapitati a Monaco fra il febbraio e il marzo del ‘43. La storia di chi resistette e si oppose alla follia del nazionalsocialismo dovrebbe essere tenuta a mente dalle nuove generazioni in questa fase storica in cui il mondo e l’Europa paiono tornare indietro e parole come fratellanza, uguaglianza e solidarietà sembrano smarrire il loro significato”

La resistenza (Der Widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione (Die Opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) al nazismo in Germania, rimangono in Italia temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi. Nell’immaginario collettivo italiano persiste l’idea di un quasi totale sostegno del popolo tedesco al regime nazista, non sapendo che furono migliaia i tedeschi che persero la vita nella lotta antinazista, che quasi un milione furono gli internati nei campi di concentramento e infine che l’emigrazione politica tedesca a partire dal 1933 fu uno dei fenomeni più rilevanti del Novecento. Questa immagine è soprattutto il riflesso del concetto di “colpa collettiva”, che fu uno dei cardini del processo di denazificazione, voluto dagli Alleati con lo scopo di generare un senso di colpa generalizzato tra i tedeschi. Questo processo ha fortemente condizionato gli studi sul Widerstand e l’Opposition, secondo Peter Hoffman scoraggiati dalle stesse autorità alleate, fin quando non si passò a una più serena e obiettiva ricerca sul regime nazista.

mtravaglini