Disabilità intellettive: “No alle strutture troppo grandi”.

La dignità della persona e il diritto a una vita indipendente e autodeterminata è la motivazione principale delle richieste avanzate dalle associazioni che si occupano di tutela dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e autismo. “No alle strutture troppo grandi”, è stato detto.

La delegazione di dieci sigle è stata ricevuta in Consiglio regionale dal presidente Nino Boeti, dal consigliere segretario Giorgio Bertola e dal presidente della quarta Commissione Domenico Rossi. In sala erano presenti numerosi consiglieri e consigliere.

I vari interventi hanno puntato a richiedere che non avvenga l’accreditamento regionale delle strutture residenziali che prevedono un numero di posti letto superiore a cinque più cinque. Ad avviso delle associazioni, tale accreditamento va negato anche nel caso di accorpamenti ad altri nuclei o ad altre strutture adiacenti, per evitare realtà giudicate “simili ad une vera e propria detenzione e ghettizzanti”. Strutture troppo grandi rischiano oltretutto di essere percepite dalla collettività locale come “problema”.

“La qualità delle condizioni di vita deve prevalere sulle esigenze di bilancio e sui profitti delle aziende o cooperative che gestiscono i servizi” hanno più volte sottolineato.

Più nuclei in una stessa struttura comporterebbero poi un forte disagio tra gli operatori con una ricaduta sulla qualità del servizio e minore attenzione nei confronti della singola persona e del suo progetto di vita.

Le associazioni si sono mostrate contrarie alla realizzazione a Moncalieri di due strutture residenziali nello stesso stabile per un totale trenta persone. Contrarietà espressa anche per Pinerolo, dove una comunità alloggio starebbe per trasferirsi in una struttura residenziale da ottanta posti.

Molte testimonianze sono state di genitori coinvolti direttamente, preoccupati per quella che hanno definito “la non corretta applicazione della legge sul dopo di noi”, che prevede per i disabili ambienti familiari di vita e una collocazione il più possibile simile alle normali abitazioni.

Le richieste verranno fatte pervenire agli assessori alla Sanità e alle Politiche, Antonio Saitta e Augusto Ferrari.