Consiglio Regionale del Piemonte

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In(s)contro, la mediazione a scuola

Approfondire il tema della mediazione come strumento di gestione e risoluzione dei conflitti in ambito scolastico, coinvolgendo gli studenti in prima persona e aiutandoli a sviluppare le loro abilità nella comunicazione verbale e non verbale. E’ l’obiettivo del seminario In(s)contro, organizzato dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (Aimff) sezione Piemonte e Valle d’Aosta, e l’associazione Resolutia, specializzata in mediazione delle controversie, che si è svolto all'Istituto superiore Amedeo Avogadro di Torino.

Un'occasione per ragionare sulla creazione di una rete di soggetti specializzati in metodi alternativi di risoluzione delle controversie, in grado di fornire ai giovani gli strumenti per trasformare gli scontri del quotidiano in occasioni di incontro e diventare loro stessi facilitatori di soluzioni positive dei conflitti tra pari e supporto per i coetanei vittime di bullismo o cyberbullismo.

Sono intervenuti Tommaso De Luca, dirigente scolastico dell’istituto Avogadro, Gianna Pentenero, assessora regionale all’Istruzione, Elena Ferrara, dirigente scolastica, ex senatrice e prima firmataria della legge su bullismo e cyberbullismo, la garante regionale Rita Turino, Luca Iorfida, segretario Aimff, Matteo Lupano, professore di Diritto processuale civile dell’Università degli Studi di Torino, Anna Rosa Favretto, professoressa di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università del Piemonte Orientale.

Gli studenti dell'Avogadro hanno simulato una mediazione tra pari e per concludere sono stati presentati alcuni progetti realizzati nelle scuole del Piemonte da parte delle associazioni Resolutia, Essere Umani, Relazioni & Conflitti, Uisp e UndeRadio, introdotti dall’avvocato e mediatrice Alessia Cerchia.

La mediazione tra pari è ampiamente diffusa negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei e offre grandi possibilità di intervento e di formazione dei giovani, insegnando loro ad aggredire i problemi e non le persone e dunque contribuendo a prevenire le discriminazioni e il fenomeno della dispersione scolastica, che vede l’Italia maglia nera tra i Paesi dell’Unione europea.                    

“Ho avuto modo di conoscere l’attività della mediazione dei conflitti applicata in ambito scolastico - ha detto la garante - e, alla luce dei positivi effetti prodotti, ritengo sia utile provare a mettere in piedi una rete per divulgare questa tecnica con il prezioso contributo delle associazioni che già se ne occupano”.

Nel percorso di formazione dei giovani mediatori, uno strumento utilizzato è la pratica delle arti marziali, in particolare dell'aikido che, portando il praticante a sperimentare l'"aggressione", il conflitto, lo stress all'interno di norme espresse, volte a tutelare l'integrità fisica ed emotiva di tutte le parti coinvolte, permette di imparare a conoscere e riconoscere i propri meccanismi difensivi e le migliori soluzioni al singolo problema. Il seminario affronterà anche questo aspetto.