Consiglio Regionale del Piemonte

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Imprese, un aiuto alla ricerca collaborativa

Potenziare la ricerca collaborativa tra piccole e medie imprese - punto debole  in Piemonte ma in generale in tutta Italia - e tra imprese e i centri del sapere, a partire dalle Università: è uno dei principali obiettivi contenuti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2019-2021 in tema di ricerca e innovazione illustrati in sesta Commissione dall’assessora Giuseppina De Santis. “Attraverso l’utilizzo dei fondi Fesr - ha detto -  puntiamo al rafforzamento del sistema innovazione regionale, ad una transizione del sistema industriale verso ambiti più innovativi, in particolare la digitalizzazione e l’economia circolare, all’aumento degli investimenti e alla promozione di nuovi mercati per processi innovativi.

“In questi anni - ha sottolineato - abbiamo messo in piedi una serie di attività con esiti soddisfacenti, sia in relazione alla misura Fesr per accompagnare le imprese nel passaggio tra ricerca, anche d’impresa, e industrializzazione del prodotto, sia per quanto riguarda la misura che collega i finanziamenti in ricerca con l’assunzione di giovani con contratti di apprendistato di ricerca. Sei mesi fa eravamo ad oltre 500 giovani cui era stata fatta una proposta di lavoro qualificata e confidiamo che a fine programmazione il numero possa raddoppiare”. 

La Commissione ha poi licenziato con voto favorevole all'unanimità la proposta di direttive di carattere programmatico degli interventi regionali in materia di educazione alla pace, per la cooperazione e la solidarieta' internazionale, previste dalla legge regionale 67/1995, per gli anni 2018-2020.

Con la nuova programmazione si vuole confermare e rinnovare l’impegno regionale in Africa subsahariata con una particolare attenzione allo sviluppo rurale, agricolo sostenibile, equo ed inclusivo, in considerazione degli obiettivi previstidall’Agenda 2030 e sulla base dei principi dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibile proposti dalla Fao. Si rinnova la priorità geografica di Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Mauritania, Niger e Senegal, ma saranno valutati  eventuali allargamenti ad altre realtà sulla base delle disponibilità finanziarie, delle condizioni di sicurezza e di quanto previsto dalla programmazione nazionale.

Lo scenario internazionale pone anche al centro dell’attenzione il bacino del Mediterraneo, sia per quanto riguarda l’area balcanica sia rispetto alla sponda Sud nordafricana.