Consiglio Regionale del Piemonte

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Assistenza psichiatrica a domicilio

Assistere i pazienti psichiatrici a casa: è al via, in Piemonte, un nuovo approccio per la presa in carico dei pazienti che soffrono di patologie psichiatriche gravi. Un insieme integrato d’interventi terapeutici e assistenziali che facciano della casa e dell’abitare, all’interno della comunità sociale, un fattore cruciale di recupero e di mantenimento della salute. Tutto ciò anche contro il rischio di “parcheggio” in istituto e d’emarginazione sociale.

È quanto prevede la bozza di proposta di delibera “Definizione e regolamentazione dei Progetti terapeutici individuali di domiciliarità e Sostegno territoriale integrato attivati dai Dipartimenti di Salute mentale” che l’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha presentato questa mattina alla Commissione Sanità, presieduta dal consigliere Domenico Rossi e che ha riscontrato un generale favore da parte dei commissari sia di maggioranza, sia di opposizione. L’assessore ha precisato che entro fine luglio, la Giunta approverà il documento.

È il frutto di un anno e mezzo di lavoro, coordinato dallo psichiatra Giorgio Gallino, che ha individuato due ambiti di intervento specifici: i "Progetti di domiciliarità" e il "Sostegno territoriale integrato" quali progetti terapeutici individuali, volti a potenziare le risorse disponibili sul territorio per i pazienti con più elevati livelli di sofferenza. I Dipartimenti di salute mentale dovranno attivarli in stretta integrazione con i percorsi di residenzialità e con i trattamenti territoriali di base.

I primi - come anticipato - fanno leva sulla casa e sull’abitare all’interno della comunità sociale per il recupero e il mantenimento della salute e sventare i rischi legati all’istituzionalizzazione e all’emarginazione sociale. I secondi consistono in un insieme di progetti di cura ad alta specializzazione, finalizzati al recupero e al potenziamento delle capacità e delle abilità personali dei pazienti in ambito sociale, lavorativo, familiare e d’iniziativa personale.

Nel dibattito sono intervenuti, per il M5s, i consiglieri Davide Bono e Gian Paolo Andrissi che hanno espresso soddisfazione per il fatto che l’Assessorato abbia offerto alla Commissione l’opportunità di analizzare il documento. C’è quindi la possibilità di proporre eventuali integrazioni e modifiche, prima della sua approvazione da parte della Giunta. Apprezzamento anche per l’impostazione generale del provvedimento, che punta a non cronicizzare le situazioni di disagio, che vanno superate facendo leva sull’autonomia abitativa, sulle relazioni sociali e sul lavoro.

Andrea Appiano (Pd) ha apprezzato il fatto che il provvedimento vada oltre l’opinione comune che le condizioni dei malati psichiatrici abbiano margini assai limitati di miglioramento e che punti sul valore terapeutico della casa e del lavoro.

Gianna Gancia (Lega Nord) ha definito il contenuto della bozza di delibera “assolutamente necessario” in sé e anche per il fatto che - evitando che i pazienti vengano “parcheggiati” nelle strutture - potrà produrre risparmi per il Sistema sanitario.