Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Il tutore di minori stranieri non accompagnati

Son oltre 600 i piemontesi che finora hanno inviato la loro candidatura al bando aperto lo scorso anno per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Un bando predisposto dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza che, in armonia con le linee guida definite dal Garante nazionale in applicazione della legge 47/2017 (“Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”)  ha l’obiettivo di reperire cittadini disponibili a svolgere il ruolo di tutore volontario, a titolo gratuito, e che si occupa della formazione degli aspiranti tali in Piemonte e Valle d’Aosta. I primi due corsi hanno coinvolto 209 persone; 168 sono i nominativi già trasmessi al Tribunale dei minori, presso cui è istituito l’elenco dei tutori volontari e con il quale la Garante, che ha la competenza a selezione e formare chi intende essere iscritto, ha siglato un protocollo d’intesa; 45 i tutori già nominati e quindi assegnati ai minori. Due nuovi corsi partiranno il 15 settembre e il 27 ottobre e ulteriori corsi sono previsti per il 2019.

Oggi è stato sottoscritto in Consiglio regionale il rinnovo della convenzione per sensibilizzare e informare i cittadini sul ruolo dei volontari e per la loro formazione, che vede coinvolti la Garante regionale, le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, l’Anci Piemonte, le Università degli Studi di Torino e del Piemonte Orientale e le fondazioni bancarie Compagnia di San Paolo e Cassa di Risparmio di Torino e Cuneo, che hanno sostenuto finanziariamente anche la prima edizione formativa.

La nuova convenzione, che avrà validità triennale, prevede sia la formazione tramite i corsi obbligatori di 24 ore tenuti da docenti universitari, giuristi, psicologi, giudici minorili, operatori sociali e del volontariato, sia attività di aggiornamento e sostegno ai tutori già nominati, ma anche un’attività di sensibilizzazione di quei territori che non hanno ancora espresso un numero di candidature adeguato alle necessità del momento, in particolare le province di Novara, Verbano Cusio Ossola, Biella e Alessandria.

“Il rinnovo di questa convenzione dà un segnale molto positivo, di cui ci rallegriamo: indica che la strada che il Piemonte vuole percorrere va nella direzione della generosità, della disponibilità e della solidarietà nei confronti dei numerosi ragazzi e ragazze che arrivano nel nostro paese in cerca di un futuro migliore”, ha affermato in apertura dei lavori Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

“Abbiamo potuto verificare una grande partecipazione da parte dei cittadini ad un’esperienza importante per l’inclusione, con una valenza simbolica straordinaria rispetto alla disponibilità all’accoglienza dei piemontesi - ha detto l’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti -. Numerose le persone che si sono messe a disposizione. La nostra comunità è più aperta, solidale e inclusiva di quanto lo spirito dei tempi sembra far emergere”.

Per l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, “la figura del tutore è una forma particolare di cittadinanza attiva, un’espressione alta di solidarietà con una forte valenza sociale, che serve ad accrescere il senso di comunità”, ricordato anche dalla consigliera Enrica Baricco, vicepresidente del Comitato regionale per i diritti umani, che ha posto l’accento sul cospicuo numero di aspiranti tutori  e sulla sinergia che si è creata tra tutti i soggetti sottoscrittori della convenzione.

Infine, la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rita Turino, ha spiegato il ruolo del tutore “che unisce la rappresentanza legale del minore ad un’attività di sostegno e accompagnamento nel percorso di integrazione, di presa di coscienza dei propri diritti e riconoscimento dei propri doveri. Al tutore volontario non viene richiesto di accogliere il minore presso la propria abitazione, così come non gli è richiesto alcun contributo alle spese per l’assistenza e l’educazione dello stesso, ma l’obiettivo è dare a questi minori dei punti di riferimento. E’ fondamentale che questo tipo di attività si svolga da svolgere in rete con tutti coloro che a diverso titolo vengono o dovrebbero venire a contatto con il minore per svariate ragioni, autorità giudiziaria, servizi sociali, sanitari, Questura, Prefettura, scuola, ecc.”.

Per quanto riguarda le caratteristiche degli aspiranti tutori volontari, due terzi sono donne; due terzi sono laureati e di questi il 20%  in giurisprudenza, e, in ordine decrescente, in lettere, economia e commercio, scienze politiche, servizio sociale, medicina, psicologia e architettura. A fronte del 75% di lavoratori, vi è un restante 25% di pensionati. Il 70% proviene dall’area metropolitana di Torino, mentre il restante 30% è rappresentato, in ordine decrescente, da residenti nel cuneese,  novarese, alessandrino, astigiano e, infine, nel Verbano Cusio Ossola e in Valle d’Aosta.

Il bando è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione, sul sito del Consiglio regionale, sulla pagina web della Garante, sul sito del Tribunale per i minori e dell’Università degli Studi di Torino. Le domande di adesione al bando vengono acquisite dall’Ufficio della Garante previa verifica della sussistenza e completezza dei requisiti; segue un colloquio di conoscenza reciproca tra la Garante e gli aspiranti tutori finalizzato a fornire ogni possibile utile dettaglio e informazione sull’attività richiesta.  

 

Dichiarazioni

“Il rinnovo di questa convenzione dà un segnale molto positivo, di cui ci rallegriamo: indica che la strada che il Piemonte vuole percorrere va nella direzione della generosità, della disponibilità e della solidarietà nei confronti dei numerosi ragazzi e ragazze che arrivano nel nostro paese in cerca di un futuro migliore”, ha affermato in apertura dei lavori Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

 

“Abbiamo potuto verificare una grande partecipazione da parte dei cittadini ad un’esperienza importante per l’inclusione, con una valenza simbolica straordinaria rispetto alla disponibilità all’accoglienza dei piemontesi - ha detto l’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti - Numerose le persone che si sono messe a disposizione. La nostra comunità è più aperta, solidale e inclusiva di quanto lo spirito dei tempi sembra far emergere”.

 

Per l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, “la figura del tutore è una forma particolare di cittadinanza attiva, un’espressione alta di solidarietà con una forte valenza sociale, che serve ad accrescere il senso di comunità”, ricordato anche dalla consigliera Enrica Baricco, vicepresidente del Comitato regionale per i diritti umani, che ha posto l’accento sul cospicuo numero di aspiranti tutori  e sulla sinergia che si è creata tra tutti i soggetti sottoscrittori della convenzione.

 

Infine, la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rita Turino, ha spiegato il ruolo del tutore “che unisce la rappresentanza legale del minore ad un’attività di sostegno e accompagnamento nel percorso di integrazione, di presa di coscienza dei propri diritti e riconoscimento dei propri doveri. Al tutore volontario non viene richiesto di accogliere il minore presso la propria abitazione, così come non gli è richiesto alcun contributo alle spese per l’assistenza e l’educazione dello stesso, ma l’obiettivo è dare a questi minori dei punti di riferimento. E’ fondamentale che questo tipo di attività si svolga da svolgere in rete con tutti coloro che a diverso titolo vengono o dovrebbero venire a contatto con il minore per svariate ragioni, autorità giudiziaria, servizi sociali, sanitari, Questura, Prefettura, scuola, ecc.”.