Consiglio Regionale del Piemonte

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Oltre 600 aspiranti tutori di minori stranieri

“La nostra Regione, confermando la forte vocazione solidaristica che la contraddistingue, ha risposto in modo generosissimo alla richiesta di tutori per minori stranieri non accompagnati: oggi sono più di 600 le domande pervenute e nel 2017 è stato organizzato il primo corso di formazione che ha già permesso di fornire 80 nominativi al Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta”, ha dichiarato la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rita Turino, intervenuta in Aula il 21 giugno per illustrare il lavoro svolto nel 2017 e per presentare le iniziative future.

L’attività dell'ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte, nel corso del 2017, è stata infatti profondamente condizionata dall'applicazione dell'articolo 11 della legge 47 “Misure di protezione a favore del minori stranieri non accompagnati” che, riconoscendo formalmente il ruolo dei Garanti regionali e delle province autonome, assegna loro il compito di individuare, selezionare e formare i tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati. Tale tutela, fino all'entrata in vigore della legge, è stata esercitata in ambito pubblico dai comuni o dai consorzi dei comuni per la gestione dei servizi sociali.

Turino ha anche ricordato fra le altre attività che hanno impegnato l'Ufficio nell’anno passato quelle relative alla formazione degli operatori su tematiche specifiche, quali, ad esempio, la violenza assistita o la formazione inerente l'entrata in vigore, appunto della legge 47; quelle di partecipazione a numerosi gruppi di lavoro in capo alla Giunta regionale su temi inerenti alla tutela dei diritti dell’infanzia e numerose adesioni a richieste di partenariato a sostegno di progettualità con richieste di finanziamento anche all’Unione europea.

Quest’anno, oltre al proseguimento delle attività a favore dei minori stranieri non accompagnati, la Garante focalizzerà l’attenzione su azioni connesse alla fragilità delle famiglie e all’aumento delle separazioni caratterizzate da una forte e perdurante conflittualità ricadente sui figli, alla crescente perdita di responsabilità da parte dei genitori, al contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastico, di bullismo e ludopatie, alle problematiche collegate all’immigrazione di seconda e terza generazione, alla complessità dei nuovi modelli famigliari e alla crisi economica con l’aumento della povertà.

Durante il dibattito è intervenuto un consigliere del Pd sottolineando la necessità di un maggiore impegno a livello regionale, in termini di forze e risorse, affinché le criticità messe in luce dalla Garante possano trovare risposta, a partire dalla situazione della psichiatria infantile sui territori alla povertà educativa, fino al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Alla prevenzione delle problematiche dell’infanzia attraverso l’intervento sulle fragilità famigliari ha fatto riferimento una consigliera del Pd, ricordando l’investimento della Regione sui centri per le famiglie e l’impegno del proprio gruppo che ha depositato due proposte di legge per creare strumenti a supporto delle famiglie e un ordine del giorno sul tema della violenza assistita da parte dei minori.

Il fatto che nella legge istitutiva della figura del Garante regionale dell’infanzia non ci sia menzione del diritto fondamentale del minore di crescere vicino ai propri genitori è stato rimarcato dal presidente del gruppo Mns, che ha richiamato l’utilità di un lavoro di verifica per comprendere quanti allontanamenti di minori dalla propria famiglia siano corretti e quanti invece prevenibili, considerando che l’allontanamento rappresenta comunque un trauma. In base agli ultimi dati regionali a disposizione risulta infatti che oltre l’80% degli allontanamenti siano legati a ragioni di carattere economico e non per responsabilità genitoriali di altro tipo.

La presidente del M5s ha riconosciuto l’esigenza di prevedere maggiori risorse per l’attività della Garante dell’infanzia, per rendere il suo ruolo più propositivo e più autonomo nella definizione di iniziative rispetto a possibili partner, mentre un altro consigliere del M5s ha richiesto che le relazioni dei Garanti, così come quella del Difensore civico, possano essere riprese in una Commissione congiunta, in modo da poter formulare proposte a fronte delle criticità da loro segnalate.

L’urgenza di intervenire sulla prevenzione delle problematiche sanitarie in una fase delicata come quella infantile e adolescenziale è stata ricordata dalla presidente del Mli, che ha sollecitato la Giunta a dare corso a un suo ordine del giorno, approvato all’unanimità dall’aula, che impegnava la Regione allo stanziamento di maggiori risorse per i servizi di neuropsichiatria adolescenziale, in considerazione dell’aumento della domanda e della carenza di specialisti in materia.

 

I fatti in breve

  • La Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Rita Turino, ha illustrato all'Aula l'attività svolta nel 2017.
  • Centrale il tema dei tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati.
  • Conflittualità genitoriale, abbandono scolastico, bullismo e ludopatie fra le altre problematiche al centro dell'azione della Garante.

Dichiarazioni

“La nostra Regione, confermando la forte vocazione solidaristica che la contraddistingue, ha risposto in modo generosissimo alla richiesta di tutori per minori stranieri non accompagnati: oggi sono più di 600 le domande pervenute e nel 2017 è stato organizzato il primo corso di formazione che ha già permesso di fornire 80 nominativi al Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta”, ha dichiarato la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rita Turino, intervenuta in Aula il 12 giugno per illustrare il lavoro svolto nel 2017 e per presentare le iniziative future.