Consiglio Regionale del Piemonte

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Tav, il dibattito in Aula

Se l’intenzione è quella di bloccare i lavori della Tav dovranno passare sul mio corpo, ha dichiarato il presiden te della Regione Piemonte stamane in Consiglio regionale. A suo avviso stoppare l’opera significa non solo bloccare il Piemonte ma anche separare per cinquant’anni l’intero Nordovest italiano dall’Europa del Sud e dell’Ovest. Per il presidente è importante che dalla nostra Regione emerga un segnale forte per un incontro con il governo, al fine di evitare che si crei un danno pesante per il Piemonte  per l’intero paese.

L’intervento del capo della Giunta piemontese è arrivato al termine delle comunicazioni dell’assessore ai Trasporti sulla Tav Torino-Lione, richieste dalla capogruppo dei Moderati. Ad avviso dell’assessore fermare i cantieri sarebbe una follia perché esporrebbe l’Italia alla restituzione dei costi già sostenuti, a potenziali contenziosi sui danni subiti, oltre al mancato introito dei fondi già stanziati dall’Europa.

L’assessore ha poi sottolineato che entro il 2019 è prevista l’assegnazione degli appalti per 81 bandi di gara (43 in Italia) per un totale di 5,5 miliardi di euro. Telt prevede il coinvolgimento di 20mila imprese - tra appalti e subappalti - e 8mila lavoratori, tra diretti e indotto. Sul fronte lavori è già stato scavato anche il 33  per cento dell’ultima galleria ‘geognostica’, tra La Praz e Saint-Martin-la-Porte, in Francia, destinato a essere un tratto della futura galleria di base da 57,5 chilometri.

Dal punto di vista della tutela del territorio, nella comunicazione si ricorda che dal 1997 ad oggi la quota di traffico merci su Tir che utilizza le autostrade tra Italia e Francia è passata dal 77 al 93 per cento, con un forte impatto sull’ambiente lungo l’arco alpino. Dal 2014 i volumi di traffico sono di nuovo in crescita, registrando un più 6,6 per cento in tre anni. Nel 2016 l’arco alpino occidentale è stato attraversato da 42,5 milioni di tonnellate di merci con quasi 2 milioni e 800 mila Tir, più di quanto succede ai valichi svizzeri (40,4 milioni di ton), con la differenza che i Tir sono meno di un milione, ed oltre il 70% delle merci viaggia su treno.

Nel caso in cui si decidesse di non proseguire con la realizzazione dell’opera, ha detto l’assessore, lo stesso Commissario di Governo Foietta stima presuntivamente che il costo diretto complessivo da restituire a Unione europea e Francia risulterebbe senz’altro superiore a 2 miliardi di Euro.

Al termine della seduta sono stati approvati due ordini del giorno, uno di maggioranza “Garantire la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione”, l’altro del centrodestra “Tav, indietro non si può tornare”; respinto l’ordine del giorno del M5s “Tav, si deve ridiscutere l’opera”.

La rappresentante dei Moderati ha espresso soddisfazione per la comunicazione di Giunta, ritenendo le parole dell’assessore molte rassicuranti e sostenendo la posizione della Regione, nell’opporsi in modo fermo a qualsiasi tentativo di bloccare l’opera.

Critico il Movimento 5 stelle, i cui rappresentanti hanno dichiarato di aspettare da tempo il momento in cui il Paese avrebbe messo in discussione questa grande opera ritenuta inutile. Il fatto di ragionare su costi e benefici non potrà che portare alla fine di questo progetto. Per quello che riguarda i fondi, il M5s ha dichiarato che i lavori definitivi non dispongono dell’apporto dei soci finanziatori Francia, Italia e Ue e sino a oggi non è stato scavato un millimetro. Nessuno degli appalti sinora realizzati riguarda infatti lavori definitivi gli accordi possono essere emendati. Non sussistono penalità da pagare e una seria analisi costi benefici renderebbe credibili ai cittadini italiani le tesi di chi sostiene l’inutilità dell’opera. È stata altresì espressa soddisfazione perché dopo otto anni è stata notata apprensione, anche nell’intervento del Presidente regionale. Il M5s non considera l’opera né straordinaria né meravigliosa e si muoverà sulla base di dati scientifici.

Per Forza Italia, se la Tav dovesse essere bloccata ci rimetterebbe soltanto il Piemonte. Lombardia e Veneto dispongono già di molte infrastrutture, ma la nostra regione sarebbe tagliata fuori. Basti pensare al polo della logistica Orbassano-Beinasco, che è fondamentale e che porta un enorme valore aggiunto in tema di posti di lavoro. È stato anche sostenuto che il Piemonte e l’Italia hanno bisogno di questi collegamenti per bilanciare quelli del nord Europa.

Da parte del Pd si è ricordato l’accordo del 2017 tra Macron e Gentiloni, che prevede la conclusione del minor tempo possibile del tunnel della Torino-Lione. Sembra strano che il mondo ambientalista voglia privilegiare chi sposta le merci sulla gomma mettendo in discussione proprio il valore ambientale del trasporto su ferro. Il flusso di traffico con la Francia è cresciuto di 220 mila tir negli ultimi periodi.

La Lega Nord ha espresso una posizione totalmente favorevole alla realizzazione della Tav, ricordando di averla sostenuta in passato e promettendo di farlo anche per il futuro. Dobbiamo pensare anche alle nuove generazioni, è stato precisato. Il gruppo leghista ha chiesto al presidente del Piemonte di unirsi agli altri governatori del Nord in difesa della Tav.