Consiglio Regionale del Piemonte

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Arci Caccia contro il divieto domenicale

Delgazione Arci Caccia

Nel corso di un’audizione in Consiglio regionale, l’associazione Arci Caccia ha contestato la proposta di vietare la caccia la domenica e nei giorni festivi. L’incontro si è svolto questa mattina, mentre il Consiglio regionale sta proseguendo l’esame del Disegno di legge 182, che riforma la disciplina dell’attività venatoria in Piemonte. È prevista per la prossima settimana un’audizione delle associazioni animaliste.

Il responsabile  piemontese Arci Caccia Remo Calcagno ha posto al centro del ragionamento la proposta dei gruppi M5s, Sel e Articolo1 riguardante il divieto la domenica e nei giorni festivi e, rivendicando il ruolo di mediazione svolto durante tutto l’iter legislativo del provvedimento dell’assessore regionale, ha chiesto il ritiro degli specifici emendamenti.

“Nutriamo forti dubbi sulla reale utilità di un simile divieto, che non aiuta certamente la gestione della fauna, tantomeno la salvaguardia della sicurezza delle persone. Anzi, condizionata da una chiara impronta ideologica, una simile decisione finirebbe per allontanare tantissimi praticanti, nonostante la caccia sia autorizzata da una legge dello Stato”, ha detto Calcagno.

Le ripercussioni negative, secondo l’associazione, “in primo luogo sono quelle occupazionali, visto che in Piemonte operano oltre 140 aziende faunistico-venatorie, con circa cinquecento persone impiegate. Oltre agli allevamenti di selvaggina, verrebbero poi danneggiati anche gli Ambiti territoriali e i Comprensori alpini, già sofferenti per la mancanza di fondi sufficienti”.

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Delegazione Centri per l'Impiego

In una pausa della seduta del Consiglio regionale il presidente, la vicepresidente e numerosi consiglieri regionali hanno ricevuto una delegazione sindacale dei dipendenti dei Centri per l’Impiego. (Nella foto in alto, un momento dell'incontro).

I rappresentanti dei lavoratori, hanno illustrato la situazione dei 22 impiegati dei Centri per l’Impiego, precari da 15 anni perché assunti a tempo determinato, per i quali il 21 maggio è stato firmato un accordo per l’assunzione presso l’Agenzia Piemonte Lavoro. L’accordo ha però escluso per loro la possibilità di scegliere l’inquadramento diretto nei ruoli della Regione Piemonte (come invece previsto per gli assunti a tempo indeterminato).

Anche facendo rifermento alla mozione approvata dal Consiglio regionale sull’argomento il 17 ottobre 2017, il presidente ha assicurato ai lavoratori il suo interessamento per risolvere la questione.

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