Consiglio Regionale del Piemonte

Bilancio 2018, ecco i 40 milioni per Gtt

Ci sono anche i 40 milioni per Gtt, nelle “Disposizioni urgenti in materia di bilancio di previsione finanziario 2018-2020”, illustrate oggi in prima Commissione dal vicepresidente e assessore al Bilancio.
Il provvedimento prevede il recepimento dell’intesa Stato-Regioni che autorizza la Regione a contrarre indebitamento per 83 milioni di euro, a fronte di investimenti aggiuntivi incentivati dalla legge 232/2016 mediante concessione alla Regione Piemonte di spazi finanziari per 41,5 milioni nel 2018 e altrettanti nel 2019.

L’assessore ha annunciato che la Giunta sta predisponendo un piano investimenti che sarà presentato in commissione quando inizierà la discussione di merito. Per quanto riguarda l’obbligo di investimenti per 41,5 milioni nel 2018, visti i tempi ristretti si scorrerà la graduatoria aperta sulla legge di bilancio, mentre la parte del programma per il 2019 avrà una strategia più ampia con investimenti a più lungo termine, diretti o con gli enti locali come soggetti attuatori.

Saranno privilegiati gli interventi di ripristino ambientale, messa in sicurezza del territorio e degli edifici, edilizia scolastica e quelli in ambito culturale e turistico.

La legge recepisce inoltre la norma del provvedimento fiscale che consentirà alla Regione Piemonte di utilizzare 40 milioni di euro per Gtt e consente di recuperare economie da Finpiemonte e Artigiancassa in favore del programma di investimenti per le imprese artigiane e le piccole e medie imprese.
La commissione ha calendarizzato le consultazioni on line con termine di memoria 31 maggio, per procedere poi alla discussione nel merito. 
A seguire è stato espresso parere consultivo favorevole a maggioranza per riscrivere la norma finanziaria relativa alla proposta di legge 140 sulla promozione dei metodi sostitutivi alla sperimentazione animale. Il provvedimento torna ora in quarta Commissione per essere licenziato. 
Infine, si è svolta l’informativa dell’assessora ai Diritti civili sul piano di attuazione della legge 5/2016, rispetto alla quale hanno chiesto alcuni chiarimenti i consiglieri del M5s e di Forza Italia.

La prima e la terza Commissione in congiunta, hanno poi proseguito l’esame del ddl sulla cittadinanza attiva, con l’illustrazione di alcuni emendamenti presentati da M5s, Mns e Fdi e la votazione dei relativi articoli.