Consiglio Regionale del Piemonte

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Il dibattito su Finpiemonte

Le modalità di approfondimento della vicenda Finpiemonte sono state oggetto di discussione durante il Consiglio di martedì 17 aprile.

Da un lato la maggioranza ha proposto e ottenuto un’indagine conoscitiva all’interno della Commissione Bilancio, come previsto dall’articolo 32 del regolamento di Palazzo Lascaris.
“Appurare la verità - ha spiegato il capogruppo del Pd Domenico Ravetti insieme ai consiglieri Andrea Appiano e Vittorio Barazzotto - è un interesse di tutti. Non abbiamo tentennamenti e non abbiamo paura, perché non c'è da averne. Vogliamo conoscere i fatti nel modo più semplice e veloce e trarre delle conclusioni sul funzionamento di Finpiemonte. C’è il massimo impegno per lavorare anche in sedute supplementari con estrema attenzione. Non abbiamo nulla da nascondere e non accettiamo lezioni di moralità”.

Dall’altro il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione, poi respinta dall’Aula, che chiedeva di istituire una Commissione speciale d’inchiesta, sottolineando che “evidentemente c'è molta paura di un'operazione trasparenza mirata a fare piena luce sulla sparizione di 11 milioni di euro dei cittadini piemontesi, sul rispetto delle norme e sull'individuazione di nuove procedure per evitare casi simili in futuro. La proposta di un “approfondimento” conoscitivo in Commissione Bilancio, guidata da un esponente del Pd, è un pannicello caldo per un paziente grave”, secondo i consiglieri Francesca FredianiGianpaolo AndrissiGiorgio BertolaDavide Bono, Mauro CampoPaolo Mighetti Federico Valetti.

Secondo Marco Grimaldi (Sel): “Siamo pronti ad iniziare da subito la discussione per acquisire documenti, accertare responsabilità interne all’ente, circoscrivere i fatti e 'cauterizzare la ferita'. Ma più che sostituirci alla Magistratura, dobbiamo capire se in due o tre mesi di lavoro potremo avere strumenti utili per dare indicazioni alla Giunta, in particolare per verificare le procedure di controllo interne e definire la missione di Finpiemonte”. 

Infine per Alfredo Monaco (Scelta di Rete Civica) “sfugge il vero obiettivo del dibattito di oggi. Si ha l’impressione di voler scimmiottare un’istituzione - la Magistratura - di cui non facciamo parte. Se invece il nostro obiettivo è capire e adottare uno strumento veloce, la Commissione conoscitiva è più che sufficiente. Sappiamo bene quanto sia importante Finpiemonte per la nostra regione, però il dibattito di oggi è poco comprensibile agli addetti ai lavori”. 

A favore della mozione del M5S si è espresso il capogruppo di Fdi, Roberto Ravello: “C’è un errore di valutazione a monte: la maggioranza ritiene o ha timore che la Commissione sia nelle mani della minoranza. La Commissione d’inchiesta, lo abbiamo visto anche in passato, è uno strumento che lavora nell’unico interesse del Consiglio e della comunità piemontese. Non vi è alcuna cultura di giustizialismo sommario ma riteniamo utile e doveroso creare uno strumento propedeutico a fare chiarezza su una vicenda che ha ancora connotati fumosi. La maggioranza non commetta l’errore di considerare che il senso di responsabilità delle minoranze arrivi fino a voltarsi dall’altra parte. Non molleremo su questo vicenda con o senza Commissione d’inchiesta”.

Sulla stessa linea Gianluca Vignale (Mns): “La gravità di quanto avvenuto, che peraltro peserà sulle spalle dei piemontesi, avrebbe dovuto convincere il centro sinistra ad appoggiare senza indugio la costituzione di una Commissione che avrebbe dovuto far luce sulle dinamiche che hanno permesso che dalle casse della maggior finanziaria regionale mancassero milioni di euro senza che nessuno se ne accorgesse e soprattutto individuare le responsabilità di ognuno. E poiché la Commissione avrebbe dovuto, per regolamento consiliare essere composta da un esponente dell’opposizione, sorge il dubbio che la bocciatura non sia alla composizione dell’organo ma all’obiettivo di accertare le responsabilità di quanto accaduto”.

Ritirato invece l’ordine del giorno di Forza Italia, che ha appoggiato la richiesta di indagine conoscitiva. Per il capogruppo Andrea Fluttero e il consigliere Andrea Tronzano “è interesse da parte nostra approfondire tutto quanto avvenuto, anche in sede penale e civile. Riteniamo che l’indagine conoscitiva in Commissione fatta in maniera appropriata sia uno strumento più che sufficiente per chiarire in tempi rapidi la vicenda. La Commissione d’inchiesta potrebbe sovrapporsi a quanto già sta facendo la Magistratura. Non è un modo è per nascondere la realtà dei fatti ai piemontesi, ma un modo diverso per arrivare al medesimo risultato”.

“Una posizione equilibrata - anche secondo Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) - che ci permette di tenere alta l’attenzione”.

Del medesimo avviso Gianna Gancia della Lega Nord: “Non condividiamo la mozione dei 5 Stelle perché la Commissione speciale non ha alcun potere nel concreto e potrebbe sminuire ciò che sta facendo la Magistratura. Siamo d’accordo sull’indagine conoscitiva per individuare il futuro di Finpiemonte”.

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La Commissione Bilancio formula proposte sullo svolgimento dell'indagine conoscitiva

Al termine della seduta pomeridina del Consiglio regionale si è riunita la prima Commissione, presieduta da Vittorio Barazzotto, per dar seguito a quanto stabilito dall'Assemblea plenaria.

Nel corso del breve dibattito, sono state manifestate le proposte di coinvolgere nei lavori della prima Commissione, nell'ambito delle sedute dedicate all'indagine conoscitiva, la Commissione speciale di indagine per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi e la terza Commissione. Tali proposte verranno valutate dall'Ufficio di presidenza insieme a quella di convocare queste le riunioni dedicate all'indagine conoscitiva il giovedì pomeriggio, in modo tale da non rallentare l'esame degli altri provvedimenti discussi nella normale seduta settimanale convocata il lunedì pomeriggio.

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