Consiglio Regionale del Piemonte

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Iniziata la maratona del bilancio

"Una ulteriore tappa nella direzione di dare agibilità e dignità finanziaria alla Regione” ha affermato durante l’illustrazione del disegno di legge 286 “Bilancio di previsione finanziario 2018-2020”  il relatore di maggioranza, Andrea Appiano (Pd) nel corso della seduta odierna dell’Assemblea regionale. Non così le opposizioni intervenute con i relatori Davide Bono (M5s), Massimo Berutti (FI) e Gian Luca Vignale (Msn) che hanno descritto il bilancio come un documento senza slancio per il futuro e poco attento alle esigenze del territorio.

Dopo lo svolgimento del question time e prima dell’inizio della seduta pomeridiana, si è tenuta una seduta della prima Commissione, presidente Vittorio Barazzotto, nella quale il vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, ha illustrato diversi emendamenti dell’Esecutivo.

Nella relazione di maggioranza è stato evidenziato che il bilancio pareggia l’esercizio 2018 a 20,5 miliardi di euro in termini di cassa che si riduce “in termini di competenza pura a 11 miliardi dei quali 8 sono per il fondo sanitario. Dato che – ha spiegato Appiano – evidenzia i limiti nei quali ci muoviamo. Con questa legge, che recepisce le modifiche al piano di rientro dal disavanzo, adesso spalmato su 20 anni (accanto alla parte del debito trentennale da riaccertamento straordinario), la quota annuale di pagamento del debito scende da 218 a 108 milioni di euro l’anno. Nonostante la penalizzazione di non poter utilizzare l’avanzo di amministrazione, unica Regione italiana, per gli investimenti, la legge assicura risorse per le politiche sociali, per il diritto allo studio, per le politiche dell’infanzia, garantisce gli accordi di programma, aumenta le risorse per le Province e la Città metropolitana (per questa 2,5 milioni)”. Inoltre il provvedimento, garantisce gli extra Lea, comprensivi della residenzialità psichiatrica con 71 milioni, il fondo per la montagna per 4,8 milioni (recependo il parere del Cal). Vi è anche la reiscrizione (40 milioni) della quota regionale delle economie derivanti dalla riprogrammazione delle risorse finanziarie relative al Por Fesr 2014-2020 ed al Por Fse 2015-2020, e le risorse per far fronte ai contenziosi davanti alla Corte di Appello di Torino. In definitiva, secondo Appiano, “una legge di bilancio che non nasconde i problemi ma che fa delle scelte sulle politiche prioritarie".

Secondo Berutti, “questo è ormai il quarto bilancio per questa Amministrazione, ma sul quale oltre la ristrutturazione finanziaria non si vedono i necessari interventi di rilancio e di intervento sui territori che soffrono difficoltà operative. Non ci sono stimoli per le politiche sociali e sanitarie e nemmeno per le opere pubbliche e per il trasporto pubblico locale".

"La parte del provvedimento dedicata a sanare i debiti degli esercizi precedenti – secondo Vignale – è da considerarsi positiva. Richiedeva invece uno sforzo in più la parte del bilancio che necessariamente guardava al futuro per rilanciare l’economia regionale. Sembra invece che nel testo si accolgano diverse richieste particolari provenienti dai territori, un punto sul quale speriamo vengano ascoltate anche le richieste che verranno portate avanti dai consiglieri di opposizione".

Bono ha osservato che “quest’anno, nonostante le elezioni del 4 marzo, il bilancio dovrebbe essere approvato entro marzo, quindi con un ritardo leggermente inferiore a quello che dal 2009 caratterizza l’approvazione del documento previsionale regionale. Una situazione che restringe fortemente la capacità di manovra della Regione e del Consiglio regionale. Noi da sempre poniamo molte questioni, per esempio quella del fondo sulla morosità incolpevole, per il rispetto della legge che prevede che la Regione copra il 60% della somma totale necessaria. Speriamo che quest’anno i 6,6 milioni promessi dall’Esecutivo siano sufficienti. Lo stesso per gli extra Lea per i quali temiamo non sia sufficiente la somma di 71 milioni. Ci preoccupano anche le stime forse eccessivamente ottimistiche sul miglioramento della nostra economia".

Dopo le relazioni si è svolto il dibattito generale nel quale, nei diversi interventi dei vari gruppi consiliari, la maggioranza e le opposizioni hanno ribadito le loro posizioni.

È anche iniziato l’esame dell’articolato che – per il momento – ha visto pure l’approvazione di un emendamento di minoranza (gruppo Movimento nazionale per la sovranità) che consente l’accesso, all’interno delle strutture residenziali psichiatriche, senza la necessità di alcuna autorizzazione o avviso, dei rappresentanti delle associazioni che tutelano i pazienti di queste strutture.

L’esame si è protratto sino all’art. 7 octies su 25 articoli.

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