Consiglio Regionale del Piemonte

Approvata la spalmatura ventennale del debito

Il deficit regionale verrà spalmato per vent’anni, così da penalizzare meno il bilancio della Regione. Questo il risultato della deliberazione a maggioranza (29 sì e 9 astenuti) del Consiglio regionale odierno, che in applicazione dell’ultima legge di bilancio statale, ridetermina il piano di rientro dal disavanzo finanziario della Regione al 31 dicembre 2014.

Per coprire oltre un miliardo di euro di deficit rimangono, quindi, da pagare 48 milioni l’anno fino al 2037.

Dopo l’illustrazione del vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna si è svolta una discussione con diversi interventi.

Per il gruppo M5s sono intervenuti Davide Bono, Mauro Campo e Gianpaolo Andrissi che hanno lamentato come il documento fosse basato su proiezioni troppo generiche e sul presupposto ottimistico che l’incremento del Pil piemontese procederà in linea con la media nazionale, agganciata alla crescita internazionale non più così sicura. Incerta rimane, per i pentastellati, anche la crescita degli introiti derivanti dalle imposizioni regionali, come il bollo auto al di là della meritoria lotta all’evasione.

Per l’opposizione di centrodestra hanno preso la parola Gian Luca Vignale (Mns), Gilberto Pichetto (FI) e Roberto Ravello (Fratelli d’Italia).

Vignale ha rilevato come i maggiori risparmi derivino dai risparmi fatti in questi anni nella amministrazione della Assemblea legislativa.

Critico anche Pichetto che pur critico, ha dichiarato voto favorevole, ha sottolineato la necessità dell’approvazione di un documento del genere per iniziare un percorso innovativo di amministrazione finanziaria di un ente gravato per anni dalla restituzione del debito.

Ravello, pur riconoscendo il comportamento responsabile dell’Esecutivo, ha manifestato insoddisfazione per la insufficiente riduzione dei costi delle partecipate e l’incoerenza col Defr delle previsioni economiche illustrate nella delibera presentata dalla Giunta.

Per la maggioranza è intervenuto Andrea Appiano (Pd) che ha ricordato il trattamento sfavorevole riservato alla Regione Piemonte in termini del calcolo del deficit all’interno del bilancio, diversamente dalle altre Regioni italiane, derivante dal commissariamento ed ha rivendicato il forte senso di responsabilità della Governo regionale che ha ampliato il suo orizzonte oltre la scadenza del mandato, nel 2019, per facilitare la restituzione del deficit nelle future legislature.

Nella replica Reschigna ha rivendicato la bontà del piano di razionalizzazione della spesa partito ad inizio legislatura e dell’intervento per la copertura del disavanzo (garantita in toto per il 2018) compatibile con le possibilità di sviluppo del territorio, peraltro, non vincolante per le future amministrazioni.

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