Consiglio Regionale del Piemonte

Diritto allo studio, Ires valuterà le politiche regionali

Le politiche regionali per il sostegno alla libera scelta educativa funzionano adeguatamente? Quali sono i punti di forza e cosa si potrebbe cambiare? Un approfondimento all’Ires Piemonte proprio su questi interventi e sul diritto allo studio non universitario, è stato chiesto dal Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche e la sesta Commissione. Riuniti questa mattina in seduta congiunta, hanno infatti dato le direttive a Ires Piemonte per studiare tali politiche, nell’ambito del programma di ricerca annuale per il 2018.

Lo studio sarà svolto dall’Osservatorio sul Sistema formativo piemontese e dall’Osservatorio per l’Università e il Diritto allo Studio Universitario e sarà concluso entro il mese di novembre. Verrà effettuata una ricognizione degli interventi pubblici in materia, a partire dalla legge regionale 28/2007, modificata dalla legge 25/2016, e un’analisi dell’implementazione della legge negli ultimi sei anni in relazione ai contributi erogati (borse e assegni di studio/voucher) con l’obiettivo di valutare in che misura i finanziamenti contribuiscano all’assolvimento dell’obbligo di istruzione e alla lotta alla dispersione scolastica.

Come è stato precisato dal presidente del Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche Marco Grimaldi e dal presidente della sesta Commissione Daniele Valle, grazie al lavoro di valutazione svolto da Ires sarà così possibile capire in che misura le politiche regionali abbiano fatto la differenza rispetto al passato e come siano cambiate le esigenze relative al diritto allo studio (iscrizione, libri di testo, trasporti, servizio mensa, ecc.).

Il 26 marzo si terrà l’audizione dell’Osservatorio per il diritto allo studio.