Consiglio Regionale del Piemonte

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Gtt, il disagio dei lavoratori

Una forte preoccupazione per il futuro e grande incertezza sul presente. Le organizzazioni sindacali del gruppo Gtt sono state audite stamane nel corso di una seduta congiunta di prima e seconda Commissione. E i rappresentanti dei lavoratori delle varie sigle sindacali che sono intervenuti, non hanno nascosto le proprie apprensioni, chiarendo che di questo passo si potrà andare verso “lo scontro sociale”.

A impensierire è soprattutto l’assenza di informazioni circa il piano industriale che – denunciano i sindacalisti – “non ci è ancora stato fornito nella sua completezza, malgrado da mesi lo richiediamo e ce ne abbiano assicurato la consultazione ufficialmente”.

Molti hanno parlato di momento surreale, anche perché “dagli organi di stampa” hanno appreso la notizia di 500 esuberi e di circa 260 licenziamenti in programma. Una prospettiva, non confermata ufficialmente, che comunque le organizzazioni sindacali osteggerebbero con forza.

Del resto, è stato ricordato, il Gtt è passato dai 5700 dipendenti di sei anni fa ai 5.300 del 2015, sino agli attuali 4.700. “Il ridimensionamento è stato continuo”.

Sono quindi intervenuti i commissari di diversi gruppi politici, per porre domande specifiche sulla situazione dal punto di vista dei lavoratori, in modo che il Consiglio regionale possa avere maggiori informazioni per poter intervenire per quanto di propria competenza.

 

A seguire la Commissione Urbanistica si è riunita in seduta ordinaria.L'assessore alla Pianificazione territoriale ha esposto ai commissari i principali contenuti che andranno a comporre il nuovo regolamento di attuazione del Piano paesaggistico regionale (operativo dal mese di ottobre 2017). Gli argomenti principali, per ora contenuti in una prima bozza che dovrà poi essere approvata dalla Commissione e vidimata dal Ministero riguardano: la pianificazione e l'adeguamento dei singoli piani regolatori comunali alle nuove norme del Piano paesaggistico, l'attuazione delle politiche del paesaggio, le norme necessarie a regolare il periodo di transizione.

"Finora - ha specificato l'assessore - circa una decina di Comuni hanno avviato le procedure per l'adeguamento. Bisogna tenere presente che anche le singole varianti ai Piani regolatori dovranno tenerne conto".