Consiglio Regionale del Piemonte

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Bando Enea per la fusione nucleare

La Regione partecipa, con un sito a Casale Monferrato, all’avviso pubblico di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che prevede una selezione finalizzata alla scelta di un'area per l’insediamento dell’esperimento Dtt (Divertor tokamak test) relativo alla fusione nucleare.

Così è stato deliberato, all’unanimità dei votanti (l’opposizione del gruppo M5s, presente in Aula, non ha votato), nella seduta odierna del Consiglio regionale.

Il provvedimento è stato presentato in Aula dall’assessora regionale all’Energia e ricerca che, dopo aver ricordato la portata internazionale di un esperimento che potrebbe portare in Piemonte per decenni circa 600 ricercatori e 1600 posti di lavoro complessivi, ha presentato un emendamento (approvato dall’Aula) per tenere conto della deliberazione del Consiglio comunale di Casale Monferrato favorevole all’insediamento.

Un progetto che si protrarrà per decenni con investimenti per 500 milioni di euro ed un ritorno di 2 miliardi.

Le posizioni tra i gruppi di maggioranza e di opposizione, tutte favorevoli all’insediamento dell’esperimento, si sono differenziate sull’iter procedurale seguito dalla Giunta regionale. Il centrodestra e il gruppo M5s hanno criticato la scarsa partecipazione democratica e la mancata diffusione territoriale delle informazioni che avrebbero potuto rendere possibile anche l’eventuale candidatura di altre zone del Piemonte. Anche perché da oltre un anno si parla della possibilità di insediamento di questo esperimento in Italia. Infatti la Giunta regionale, nella seduta dell’Assemblea regionale del 20 dicembre del 2016, aveva dovuto rispondere ad un'interrogazione a risposta immediata formulata dal gruppo M5s. Da allora e fino alla scorsa settimana, l’Esecutivo non avrebbe più coinvolto il Consiglio regionale e l’intero territorio regionale.

Secondo l’assessora le tempistiche sono state dettate dal ministero e dall’Enea in quanto la decisione governativa di partecipare all’esperimento, guidato a livello europeo da Eurofusion, risale all’autunno ed il bando è uscito a fine novembre con termini stretti. Infatti la domanda di partecipazione del Piemonte dovrà essere presentata entro il 31 gennaio.

L’approvazione è avvenuta dopo la ratifica di alcuni emendamenti dei gruppi Art1 e Sel per definire, già nella eventuale fase di realizzazione, un protocollo d’intesa con il ministero su tempi, costi e modalità della chiusura del sito al termine dell’esperimento (attorno al 2050). Oltre al cosiddetto decomissionig, gli emendamenti richiedono, rispettivamente: l’istituzione di un osservatorio permanente di monitoraggio e controllo sulle diverse fasi di realizzazione del progetto, che l’impegno economico massimo della Regione non superi la somma di 35 milioni di euro, e la pubblicazione di tutta la documentazione necessaria sulla sicurezza ambientale ed idrogeologica.

Approvati anche un ordine del giorno presentato dai gruppi di Art. 1 e Sel, a supporto delle proposte emendative approvate e uno del gruppo M5s per promuovere il monitoraggio pubblico e la trasparenza del progetto.

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