Consiglio Regionale del Piemonte

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Approvato il Piano Regionale dei Rifiuti Speciali

Il Consiglio ha approvato a maggioranza con  25 voti favorevoli e  13 non votanti, la proposta di deliberazione numero 235 circa l’adozione del Piano regionale dei rifiuti speciali, del Rapporto ambientale e relativa sintesi non tecnica del Piano di monitoraggio ambientale e della dichiarazione di sintesi.

Gli obiettivi generali del Piano dovranno rispondere alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti speciali, favorire il riciclaggio, prevedere il ricorso al recupero energetico, minimizzare il ricorso alla discarica, favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità, promuovere lo sviluppo di una “green economy” regionale, promuovendo il rientro dei rifiuti speciali recuperati nel ciclo produttivo.

Il provvedimento, secondo il decreto legislativo 152/2006, è il completamento del percorso di programmazione regionale in materia di rifiuti che, solo nel 2016, aveva visto l’approvazione del Piano Regionale Amianto e quello della Gestione dei Rifiuti urbani, a cui si aggiunge la recente normativa in materia di gestione.

Il Piano prende in considerazione i rifiuti speciali pericolosi e non, prodotti e gestiti in Piemonte nel loro complesso, fornendo un quadro aggiornato ed esaustivo secondo le diverse tipologie, la loro origine e la qualità.

Vengono definite le capacità impiantistiche di trattamento, recupero e smaltimento presenti sul territorio regionale, fornendo una fotografia chiara dei flussi di rifiuti speciali in ingresso e uscita dalla regione, rispondendo alle logiche e alle normative del libero mercato e concorrenza.

Il Piano si accompagna al Rapporto ambientale previsto nell’ambito del procedimento di Valutazione ambientale strategica (VAS), che consiste nello strumento più idoneo affinché l’intera pianificazione della gestione dei rifiuti speciali sia orientata alla sostenibilità ambientale, al risparmio di risorse e all’ottimizzazione e demolizione.

La produzione di rifiuti speciali è concentrata sulla Città metropolitana di Torino,  (40% del totale) dove, insieme ai rifiuti da costruzione e demolizione, quelli quantitativamente più importanti è rappresentata da ciò che deriva dall’attività di trattamento delle acque e rifiuti.

La Regione, con la redazione del Piano, fa propri i principi europei di transizione verso un’economia circolare di gestione dei rifiuti speciali, promuovendo la reimmissione dei materiali trattati nei cicli produttivi.

Dagli obiettivi generali sopra elencati, ne discendono altri trasversali alle singole tipologie di rifiuti speciali (filiere), ai quali si aggiungono obiettivi specifici atti a promuovere l’utilizzo di prodotti riciclati da parte della Pa, oltre alla riduzione dei quantitativi di rifiuti conferiti fuori regione, incentivando l’installazione sul territorio di tecnologie impiantistiche e la nascita di poli di innovazione.

Il dibattito è iniziato con gli interventi degli esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno evidenziato l’assenza di un cronoprogramma all’interno del Piano, con la necessità di ridurre l’impatto ambientale migliorandone la sostenibilità. Per questo sono stati presentati 11 emendamenti, discussi e respinti dalla Giunta.

Sono seguiti gli interventi dei Gruppi del Partito democratico, Articolo1 e Rete Civica che rispettivamente hanno elogiato il lavoro svolto dall’assessorato, sottolineando che in tema di rifiuti occorre vigilare perché troppe volte si è ricorsi ad attività illegali e si è ricordata la necessità di garantire il carattere di prossimità, evitando viaggi lunghissimi dei rifiuti verso discariche lontane.

Dopo l’approvazione del Piano, l’assessore all’Ambiente ha espresso soddisfazione per il lavoro conseguito dalla sua struttura e che ha portato a disporre di tutti gli strumenti utili affinché il Piemonte porti avanti una politica virtuosa in materia di rifiuti. Inoltre, la Regione si è posta al riparo dalle conseguenze derivanti dall’apertura della procedura europea di infrazione nei confronti dello Stato a causa della mancata adozione da parte delle Regioni dei relativi piani di gestione dei rifiuti speciali.

Collegati al provvedimento sono stati approvati tre atti d’indirizzo. Il primo, a firma del Gruppo Partito Democratico, circa la criticità nella gestione dei rifiuti sanitari; il secondo, a firma del Gruppo Scelta Civica, sull’abbattimento dei costi del servizio di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti in Piemonte e, il terzo, collegato alla proposta di deliberazione circa gli impegni attuativi, presentato dal Movimento 5 stelle.

 

 

 

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