Salone Libro, “il futuro è una scelta politica”

"Sul futuro della Fondazione per il Libro attendiamo gli esiti del parere giuridico ma siamo consapevoli che la politica è in grado di assumersi la titolarità delle scelte per tutelare al meglio la Fondazione, i suoi lavoratori, i creditori che attendono e il successo del Salone del Libro”. È quanto ha commentato il presidente della Commissione Cultura Daniele Valle al termine dell’informativa dell’assessora alla Cultura Antonella Parigi e dell’audizione dei rappresentanti del Cda della Fondazione del Libro svoltasi oggi.

“La nostra priorità – ha dichiarato l’assessora – è mettere in sicurezza l’edizione 2018 del Salone. A tal fine la prossima settimana verrà siglata una convenzione con il Circolo dei Lettori e la Fondazione per la Cultura per suddividere attività e dipendenti della Fondazione per il Libro: il Circolo si occuperà delle attività interne del programma del Salone e dell’International Book Forum, mentre la Fondazione per la Cultura curerà le attività del Salone Off, quelle più prettamente musicali e la ricerca di sponsor. Dei dipendenti, a parte due che resteranno alla Fondazione per il Libro per curarne l’attività amministrativa, ne verranno distaccati fino a giugno otto presso il Circolo e due presso la Fondazione cultura”.

Per rendere più agevole e fluido ogni passaggio del percorso, ha aggiunto Parigi, è prevista l’istituzione di una cabina di regia.

Rispondendo alle domande dei consiglieri Marco Grimaldi (Sel), Francesca Fredani (M5s), di Andrea Appiano e del presidente Valle (Pd) l’assessora e il segretario generale della Regione Michele Petrelli hanno evidenziato che la Regione ha dato più volte segni di disponibilità alla patrimonializzazione della Fondazione, ma che gli orientamenti della Corte dei conti rendono al momento tale ipotesi di difficile attuazione.

Mario Montalcini Luciano Conterno del Cda della Fondazione del Libro hanno annunciato che il direttore Nicola Lagioia sta già lavorando alla trentunesima edizione del Salone, che vedrà il ritorno della casa editrice Mondadori. Hanno sottolineato la necessità di rinforzare finanziariamente la Fondazione, i cui debiti sono in gran parte dovuti agli oneri finanziari richiesti dalle banche per sopperire al ritardo con cui venivano versati i contributi pubblici. Per quanto riguarda il presente, hanno concluso, i rapporti con i fornitori si stanno gestendo in una logica di continuità.