Consiglio Regionale del Piemonte

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Ernesto Rossi dal Piemonte all'Europa

"Ernesto Rossi: dal Piemonte all’Europa” è il titolo del convegno che il Consiglio regionale e l’Ufficio del garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale dedicano a uno dei padri del Manifesto di Ventotene nel cinquantesimo anniversario della morte. 

L’evento si svolge giovedì 30 novembre alle 11 nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, sede dell’Assemblea legislativa piemontese.

Con il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti intervengono - moderati dal garante Bruno Mellano - la storica della Fondazione Rossi-Salvemini Antonella Braga sul tema "Rossi federalista europeo", il vicepresidente del Centro Studi Pannunzio Pier Franco Quaglieni su "Ernesto Rossi, il rigore di un uomo di altri tempi, passati e futuri", il giornalista Valter Vecellio su "le concrete realistiche utopie di Ernesto Rossi" e il poeta e saggista Roberto Rossi Precerutti su "O poca nostra nobiltà di sangue. Ernesto Rossi e le rimosse origini piemontesi" e Mellano su "Dal carcere e dal confino, un uomo libero dentro". 

Professore dell’Istituto Bosso Monti di Torino, Precerutti è anche curatore della mostra su Ernesto Rossi allestita all’Urp del Consiglio regionale, in via Arsenale 14/G, fino al 10 gennaio e visitabile dal dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30.

 

Nato a Caserta nel 1897 ma originario di Manta (Cn), Rossi fu un esponente di rilievo del movimento antifascista "Giustizia e Libertà" con gli amici Carlo e Nello Rosselli e in fecondo connubio umano e politico con Gaetano Salvemini.

Incarcerato per molti anni dal regime, durante il confino scrisse con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni il Manifesto di Ventotene, vera e propria pietra miliare del pensiero europeista.

Nel dopoguerra, come rappresentante del Partito d’Azione, fu sottosegretario alla Ricostruzione nel governo guidato da Ferruccio Parri e, quindi, presidente dell’Azienda rilievo alienazione residuati (Arar), contribuendo alla ricostruzione.

Dopo lo scioglimento del Partito d’Azione aderì al Partito Radicale è combatté memorabili battaglie contro i monopoli economici e le consorterie di potere.

Nel corso della sua attività di polemista e d’intellettuale collaborò con diverse testate giornalistiche, da Italia Libera a Italia socialista, dal Corriere della sera a La Stampa e Il Giorno, ma il suo nome resta indissolubilmente legato alle inchieste realizzate per Il Mondo diretto da Mario Pannunzio e agli articoli scritti per L’Astrolabio diretto da Parri.

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