Violenza alle donne: simile a un’epidemia

"Quella di oggi è un’occasione preziosa per riflettere sul fenomeno esecrabile  e diffuso della violenza di genere. Un tema su cui davvero si misura il grado di civiltà di una comunità. Ho sempre sostenuto che questa non può essere una battaglia solo delle donne, ma un impegno di tutti coloro, donne e uomini, che credono nell'eguaglianza, nei diritti della persona e nella democrazia. Non esiste tolleranza né giustificazione alcuna per le condotte che ledono i diritti delle donne e la consapevolezza condivisa della gravità del problema, è il presupposto indispensabile perché, davvero, si realizzi un concreto cambiamento. Figure come quella di Denis Mukwege, esempio di estremo rigore morale, non influenzabile da lusinghe, pressioni e intimidazioni sono un patrimonio prezioso cui ispirarsi e da trasmettere alle prossime generazioni”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale e del Comitato piemontese per i Diritti umani Mauro Laus ha aperto, mercoledì 15 novembre nell’Aula consiliare di Palazzo Lascaris, l’incontro con Denis Mukwege, il “medico che ripara le donne”.

L’evento, organizzato dall’Assemblea legislativa subalpina in collaborazione con il Centro piemontese di Studi africani, ha rappresentato per il dottor Mukwege, insignito nel 2014 dal Parlamento europeo del Premio Sakharov per la liberà di pensiero, un’occasione per condividere il proprio impegno e la propria esperienza.

“La popolazione del Congo - ha denunciato - è martoriata da decenni. Possiede miniere di coltan e di cobalto e potrebbe aspirare a diventare una delle nazioni più ricche del mondo. La sua ricchezza, però, si sta trasformando nella sua disgrazia: da decenni è percorso da guerre e violenze che mietono vittime soprattutto tra le donne e i bambini provocando milioni di morti. Il mancato rinnovamento politico, unito alla carenza di prospettive, ha trasformato il corpo delle donne in un campo di battaglia e lo stupro in un’arma di guerra che non viola solo il corpo di chi lo subisce ma la psicologia e la coesione dell’intera comunità”.

Il presidente del Centro piemontese di Studi africani Pietro Marcenaro e la giornalista Federica Tourn hanno ricordato che la violenza contro i civili, soprattutto i più indifesi, non è un fenomeno africano e neppure una caratteristica delle guerre contemporanee e hanno ripercorso l’impegno di Mukwege, che nel 1998 ha fondato il Panzi Hospital, ospedale in cui è diventato il massimo esperto mondiale nella cura di danni fisici interni causati da stupro, ricordando che "le donne non sono un oggetto né sesso debole né terra da conquistare".

Al termine il rappresentante del comitato scientifico del Centro, Mukendi Ngandu, ha consegnato a Mukwege una targa ricordo per il suo impegno.

All’incontro hanno preso parte - tra gli altri - la presidente e la vicepresidente della Consulta delle Elette Stefania Batzella e Valentina Caputo, la vicepresidente del Comitato regionale per i Diritti umani Enrica Baricco e i consiglieri Paolo Alemanno e Nadia Conticelli.

I fatti in breve

  • L’evento è stato organizzato dall’Assemblea legislativa subalpina in collaborazione con il Centro piemontese di Studi africani.
  • Mukwege è stato insignito nel 2014 dal Parlamento europeo del Premio Sakharov per la liberà di pensiero.
  • All’incontro hanno preso parte - tra gli altri - la presidente e la vicepresidente della Consulta delle Elette Stefania Batzella e Valentina Caputo, la vicepresidente del Comitato regionale per i Diritti umani Enrica Baricco e i consiglieri Paolo Alemanno e Nadia Conticelli.