Consiglio Regionale del Piemonte

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Un impegno per la gestione integrata dei rifiuti

La quinta Commissione, presieduta da Silvana Accossato,  ha licenziato il disegno di legge numero 245 "Disposizioni in materia di organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani” presentata dai Comuni di Biandrate, Briona, Casaleggio Novara, Casalino, Cerano, Novara, San Nazzaro Sesia, Sozzago, Terdobbiate, Trecate e Vicolungo.

Presente in rappresentanza della Giunta l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia.

Posto in votazione un ordine del giorno, respinto a larga maggioranza, che ha espresso parere negativo circa l’accoglimento del provvedimento di iniziativa degli Enti locali quali alcuni Comuni del Basso Novarese. Il testo approderà in Aula con il non passaggio all'esame degli articoli ai sensi dell'articolo 87 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

Si è ritenuto che le norme contenute nel disegno di legge numero 217 tenessero conto, per quanto possibile, dei contenuti della proposta di legge n. 245 di iniziativa dei Comuni ma nel contempo rispondenti alle differenti realtà dell'intero territorio regionale.

Nominati i relatori, Antonio Ferrentino (PD) per la maggioranza, Giorgio Bertola (M5s) e Diego Sozzani (FI) per la minoranza.

Esaminata la proposta di deliberazione numero 235 “Decreto Legislativo 3 aprile 2006, numero 152, articolo 199. Adozione del Progetto di Piano Regionale dei Rifiuti Speciali, del Rapporto ambientale e relativa sintesi non tecnica, del Piano di monitoraggio ambientale e della Dichiarazione di sintesi” – Approfondimento in merito ai rifiuti sanitari e ai rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE).

Al centro della discussione il trattamento dei rifiuti sanitari, elettrici ed elettronici.

Sull’argomento è intervenuto Valmaggia che ha sottolineato come il Piemonte sia sprovvisto di siti idonei alla loro collocazione, vengano prodotte circa 31 mila tonnellate di rifiuti sanitari di cui 10 pericolosi. Nel Piano si prevedono una serie di azioni di vario tipo: dalla riduzione dei rifiuti, alla loro riutilizzazione attraverso cicli e alla partecipazione delle gare uniche rivolte alla riammissione di contenitori riutilizzabili. Le problematiche principali sono legate alla mancanza di impianti di smaltimento sul territorio piemontese, il trasporto del materiale, il suo trattamento, riciclo, costo di smaltimento e la gestione degli assimilabili. Obiettivo, a breve, la riduzione del 10% dei rifiuti sanitari. Per questo è stata promossa una iniziativa, in due strutture sanitarie Torinesi, l’Ospedale San Luigi di Orbassano e la Città della Salute di Torino, che dovrebbero garantire un risparmio, in termini di rifiuti prodotti, oscillante tra il 18% e il 22%. La seconda fase dell’esperimento, dovrebbe riguardare l’estensione a tutti i reparti delle strutture considerate.

In una fase successiva – ricorrendo a fondi Interreg del valore di 1,3 milioni di euro - si vedrà la sinergia tra Regione Piemonte, Regione Lombardia e Canton Ticino del progetto Innosantè. Un modello di gestione che consentirà la tracciabilità (rendendola obbligatoria) di ciascun contenitore, sia esterna che interna, per area di produzione, permettendo di conoscere esattamente quanto prodotto giunga da ciascun reparto. Altro obiettivo, la verifica del ricorso alla sterilizzazione su piccoli centri ambulatoriali per valutare se in certe aree sia più conveniente farvi ricorso anziché ricorrere al trasporto. Infine, prevedere la predisposizione, attraverso pacchetti formativi, di corsi di formazione per il personale su tre livelli: base, avanzato e specialistico.

Sull’argomento sono intervenuti i commissari Giorgio Bertola (M5s) che ha evidenziato la necessità di non perdere altro tempo prezioso pur apprezzando la sperimentazione in  atto mentre Elvio Rostagno (Pd) ha rimarcato la necessità di ricorrere a contenitori riutilizzabili anche se esiste nel nostro paese, di fatto, un regime di monopolio, assai pericoloso per l’economia nazionale sanitaria.

Gianpaolo Andrissi (M5s) ha posto l’accento sui margini di miglioramento per la raccolta separata, Diego Sozzani (FI) ha riferito dell’esistenza di uno smaltimento incontrollato e della necessità di una corretta formazione del personale sanitario, Mauro Campo e Davide Bono (M5s) hanno sollevato, il primo la problematica dei rifiuti sanitari radioattivi, il secondo quello della sostenibilità economica.

Per i rifiuti assimilati si punta alla realizzazione di isole ecologiche all’interno degli ospedali ma quello che più conta sono il reperimento delle risorse economiche e soluzioni a problematiche nazionali.

L’assessore, al termine dei lavori, ha posto l’accento sulla necessità di avere, come cittadino, del personale sanitario qualificato in ambito prettamente infermieristico. La problematica dei rifiuti sanitari è importante, anche se solo all’inizio, ma non prioritaria.

Il Piano rifiuti speciali non prevede una responsabilità diretta degli amministratori, essendo un mercato libero, non comportando investimenti pubblici. 

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